Sanità: liste d’attesa, costi e burocrazia le principali criticità del Ssn

(Teleborsa) – Problemi rilevanti di costi, aumento delle liste d’attesa e peso della burocrazia. Queste le principali criticità rilevate dal 22° Rapporto Pit Salute di Cittadinanzattiva-Tribunale per i diritti del malato presentato l’11 dicembre a Roma, alla presenza del Ministro della Salute Roberto Speranza. Prendendo in esame 21.416 segnalazioni pervenute agli sportelli PiT Salute locali e alle sezioni territoriali del Tribunale per i diritti del malato dal primo gennaio al 31 dicembre 2018, il Rapporto rileva che, in una parte ancora significativa del Paese, “aumentano le segnalazioni per le attese, a cui i cittadini hanno imparato a rispondere mettendo mano alla tasca per pagare l’intramoenia o il privato, e aumentano le segnalazioni relative all’assistenza territoriale (16,8%)”.

ACCESSO ALLE PRESTAZIONI – Per il tema dell’accesso alle prestazioni sono 3 le voci più segnalate: liste d’attesa (57,4%, era il 56% nel 2017), ticket ed esenzioni (30,8%), Intramoenia (8,6%). Per le liste d’attesa i cittadini segnalano più problemi nell’ottenere visite specialistiche (34,1%), interventi di chirurgia (31,7%) ed esami diagnostici (26,5%). Per le visite specialistiche attese anche di 9 mesi (Oculistica), 8 mesi (Cardiologica) e 7,5 mesi (Neurologica e Odontoiatrica). Gli interventi di chirurgia fanno registrare maggiori attese quando si tratta di Ortopedia (27,2%), Chirurgia Generale (16%), Oncologia (13%) e Oculistica (11,3%). Per gli esami diagnostici l’attesa si concentra maggiormente su Ecografie (21,2%), Risonanze Magnetiche (12,3%), Ecodoppler (11,7%), e TAC (9,9%). Le attese medie per gli esami sono più lunghe in caso di Mammografia (16 mesi), Risonanza Magnetica (12 mesi), TAC (11 mesi) ed Ecodoppler (10 mesi). Per la Chirurgia generale le attese sono un problema nel 16% dei casi, mentre il 13% dei contatti segnala difficoltà similari anche in Oncologia. Anche per l’Oculistica vi è un 11,3% di cittadini che ha affrontato disagi per ottenere l’intervento, con attese effettive, ad esempio per un intervento di cataratta, che arrivano a 15 mesi. Altri esempi di attese oltre le normali indicazioni normative sono quelle di 22 mesi per un intervento di ricostruzione mammaria e di 6 mesi per un intervento di rimozione di tumore alla vescica.

ASSISTENZA TERRITORIALE – Per l’assistenza di base, i maggiori problemi sono relativi al rifiuto di prescrizioni (27,9%), alla sottostima del problema lamentato dal paziente (20,2%), all’inadeguatezza degli orari (12,3%), al rifiuto di visita a domicilio (10,3%), al rifiuto di certificazione medica (9,3%), alla ricusazione dell’assistito (8%), all’irreperibilità del medico (7%) e ai costi per le visite al domicilio (5%). L‘assistenza domiciliare risulta problematica per i cittadini quando si tratta di ottenere informazioni e iter burocratico (30,3%), o quando viene sospeso il servizio per mancanza di fondi (15,1%), o quando il servizio è inesistente (13%) o di scarsa qualità (9,2%), quando sono eccessive le liste d’attesa (7,7%), quando gli orari di servizio vengono ridotti (7,6%) o mancano le figure professionali (3,4%) o ancora il servizio è discontinuo (2,5%).

COSTI – In tema di costi cittadini segnalano la mancata applicazione delle esenzioni (40,8%), i costi elevati per la diagnostica e per la specialistica (32,1%) e i costi a totale carico del cittadino (19,9%). In aumento anche le difficoltà di accesso ai farmaci, in particolare legate al costo degli stessi: il dato relativo passa dal 23,8% al 31,5% con un preoccupante aumento dovuto fondamentalmente al cambiamento in negativo delle condizioni socioeconomiche di una fetta sempre maggiore della popolazione. Anche le segnalazioni di costo eccessivo per le prestazioni in intramoenia sono in crescita, dal 14,6% del 2017 al 16,9% del 2018.

BUROCRAZIA – Con iter procedurali lenti ed estenuanti per l’esigibilità di alcuni diritti come il riconoscimento di invalidità e la concessione della indennità di accompagnamento, la burocrazia è tra le principali problematiche segnalate dai cittadini. L’iter di accertamento di invalidità ed handicap presenta difficoltà nella presentazione della domanda, segnalata nel 45,4% dei casi, all’attesa per essere convocati a visita che può arrivare a un anno intero (20,4% delle segnalazioni).

Quelle dei cittadini “sono lamentele giuste, che condivido, su cui dobbiamo assolutamente lavorare – ha affermato Speranza –. Qualche prima risposta l’abbiamo data, come per esempio l’abolizione del superticket. Stiamo poi ricominciando a reinvestire sul Servizio sanitario nazionale, con 2 miliardi in più sul fondo e 2 miliardi sull’edilizia”.

“È importante – ha sottolineato Antonio Gaudioso, segretario generale di Cittadinanzattiva – la scelta dell’abolizione del superticket, così come alcune misure contenute nel Patto per la salute, come i nuovi fondi a disposizione e la possibilità di assumere nuovo personale che possa migliorare gli standard di erogazione e contribuire alla riduzione delle liste di attesa. Per noi la vera battaglia sarà per la sburocratizzazione del Ssn”.

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