Sanità, sanzioni ai medici per prestazioni “inappropriate”

Giro di vite sulla sanità. Il Ministro Lorenzin ha consegnato ai sindacati dei medici un documento provvisorio nel quale vengono precisate le “condizioni di erogabilità” delle prestazioni mediche, ovvero i criteri in base ai quali il medico può prescrivere al paziente quella determinata prestazione a carico del Servizio Sanitario Nazionale.
In estrema sintesi il Ministero della Sanità vorrebbe tagliare 208 esami giudicati inappropriati, che vanno dall’estrazione di un dente alle risonanze magnetiche, per ottenere un risparmio annuo di 13 milioni di euro. Si tratta di una lista ben più ampia di quella indicata nella prima bozza, che comprendeva 180 prestazioni.

Tra tutte si può prendere ad esempio l’esame per individuare il colesterolo alto: nelle persone sopra i 40 anni e con livelli nella norma potrà essere ripetuto solo a distanza di 5 anni se non ci sono modifiche nello stile di vita e nuove terapie. Se non si rientra in questa casistica l’esame dovrà essere effettuato privatamente, ossia a carico dell’interessato e non più del Sistema Sanitario Nazionale. 

I medici che prescriveranno accertamenti considerati inappropriati verranno multati, soluzione che non sembra piacere troppo ai sindacati dei camici bianchi poiché “questo meccanismo rischia di rompere il rapporto tra i medici e i cittadini”, spiega Massimo Cozza della Cgil medici.

Sanità, sanzioni ai medici per prestazioni “inappropriate...