Salvini, altri due capi di imputazione per le gestione della “Diciotti”

(Teleborsa) – Continua a tenere banco nel panorama politico europeo la questione migranti. Ed il protagonista indiscusso resta il ministro dell’Interno Matteo Salvini. Dall’incontro con il premier unghereseVictor Orban per fare un fronte comune anti-immigrazione, fino al botta e risposta, dai toni sempre più accesi,con il presidente francese Emmanuel Macron. Il vicepremier continua la battaglia per chiudere i porti italiani ai migranti, pronto ad utilizzare qualsiasi mezzo.

E proprio sui mezzi utilizzati nella gestione del caso “Diciotti” è partita un’indagine a carico del vicepremier. Che si arricchisce ora di due nuovi capi di imputazione. Al sequestro di persona, arresto illegale ed abuso d’ufficio inizialmente contestati, in data odierna si sono aggiunti il sequestro di persona a scopo di coazione ed omissioni di atti d’ufficio. La “coazione”, deriverebbe dal fatto che il divieto di sbarco imposto alla “Diciotti” fosse un modo per forzare l’Ue a farsi carico dei migranti a bordo.

L’inchiesta, coordinata dal PM di Agrigento Luigi Patronaggio, pare non turbare i sonni del ministro. “Siamo al lavoro da neanche tre mesi ma mi sembrano 30 anni visto il lavoro fatto e le inchieste. Oggi ho scoperto di avere altri due capi imputazione. Ma per me sono medaglie”, ha commentato Salvini in riferimento alle nuove contestazioni.

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