Salva Roma, Salvini insiste: “O si aiutano tutti o nessuno”

(Teleborsa) – Matteo Salvini torna a chiedere lo stralcio della norma rinominata Salva Roma dal dl crescita, in discussione nel cdm di oggi. Dopo il botta e risposta con la vice ministro Laura Castelli del M5S, il leader leghista e vicepremier insiste sulla necessità di far saltare il provvedimento visto come un favore alla sindaca Virginia Raggi.

“Regali a qualcuno non ne facciamo. Non ci può essere un intervento salva-Raggi quando ci sono tanti comuni italiani in difficoltà e che hanno bisogno. O si aiutano tutti oppure non ci sono cittadini di serie A o di serie B, così come non ci sono sindaci di Serie A e di Serie B”, ha dichiarato in mattinata al giornale radio Rai di Radio1.

“L’abbiamo sentita tutti la settimana scorsa. Ha detto: ‘La città è fuori controllo e i cittadini quando aprono la finestra vedono cacca’”, ha dichiarato in riferimento all’esclusiva pubblicata da L’Espesso. “Per carità non devono pagare i romani l’incapacità della loro amministrazione, però regalare altri soldi non sarebbe la cosa migliore da fare”, ha concluso.

La vicenda rischia di creare ulteriori dissidi tra le forze di governo. “Qualsiasi norma che vada ad aiutare un Comune va benissimo, io ho Roma particolarmente nel cuore, ma dobbiamo tenere in considerazione il fatto che esistono altri Comuni: l’idea è fare in modo che altri Comuni, che abbiano delle necessità, siano presi in considerazione”, ha dichiarato la ministra della P.A. Giulia Bongiorno intervistata ad ‘Agorà’ su Rai Tre. Occhi dunque puntati sul cdm di oggi che “deve portare a una sintesi tra le esigenze di Roma e quelle di altri Comuni”, con “norme anche per altri”.

Il caso sta infiammando la politica nazionale. “Non si possono strangolare i romani per fare un dispetto alla sindaca Raggi o regolare i conti all’interno della maggioranza di governo”, ha dichiarato in un’intervista al Tempo Antonio Tajani, presidente del Parlamento UE ed esponente di Forza Italia. “Non si può chiedere autonomia per la Lombardia o il Veneto e non affrontare la questione della Capitale d’Italia, il federalismo a macchia di leopardo rischia di creare danni al Paese”, ha insistito.

Per Tajani “servono investimenti per la città” e “un piano straordinario che affronti subito le emergenze e ridia a Roma la dignità, il decoro e lo splendore che merita”, anche “sfruttando i fondi europei disponibili”, ma non con la Raggi in Campidoglio che, secondo Tajani, “deve dimettersi perché è un sindaco incapace“.

Anche Stefano Fassina si scaglia contro Salvini. Per il deputato LeU e consigliere di Sinistra per Roma, “la Lega di Matteo Salvini, nonostante la propaganda nazionalista, continua a essere Lega Nord. Oltre, alla secessione mascherata da ‘autonomia regionale differenziata’, lo dimostra l’offensiva contro Roma che, nel sottinteso, rimane ‘ladrona’“, ha commentato in una nota.

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