Salone, Trabattoni: il risparmio gestito in Italia non è mai stato così forte

(Teleborsa) – “Quello che i mercati stanno attraversando in questo momento è “uno scenario che come investitori abbiamo già affrontato altre volte e che dobbiamo oggi affrontare con approccio cauto e responsabile, ma non timoroso, con disciplina e determinazione. Il risparmio gestito in Italia non è mai stato così forte”. Lo ha affermato Carlo Trabattoni, presidente di Assogestioni, aprendo la 12° edizione del Salone del Risparmio, che si svolge dal 10 al 12 maggio 2022 in presenza al MiCo di Milano e online su FR|Vision. Si tratta di una tre giorni di dibattiti e incontri intorno ai temi del titolo “Umano, responsabile, digitale. Lo sviluppo economico e sociale del prossimo decennio” in cui investitori, gestori, analisti ed esperti si confronteranno nei 125 appuntamenti previsti.

“Vogliamo e dobbiamo essere una componente fondamentale per lo sviluppo del paese, operando come motore strategico e rilevante – ha aggiunto – Trasformare risparmi in investimenti è l’obiettivo di un’economia moderna e prospera. Dobbiamo consentire alla liquidità ferma sui conti di essere investimento produttivo, a supporto della trasformazione digitale e verde”.

Passando ai punti chiave dell’industria del risparmio gestito, Trabattoni ha detto che “il cliente deve essere al centro dell’azione, in quanti coinvolgere investitori retail sarà parte integrante del nostro futuro. Operatori che non sono stati in grado di soddisfare le aspettative degli operatori hanno rischiato di essere emarginati”. “Bisogna inoltre introdurre nuovi incentivi risolti al risparmio al lungo termine. Elementi chiave saranno la semplicità e la trasparenza delle proposte d’investimento e della nostra offerta. Il mercato italiano del risparmio gestito è tra i più evoluti in Europa, ma bisogna migliorare l’educazione finanziaria e l’innovazione”, ha evidenziato Trabattoni, che è anche CEO Asset & Wealth Management di Generali.

Analizzando il contesto economico e finanziario, ha affermato: “Da inizio anno ci sono tre fronti aperti: la guerra, il significativo balzo dell’inflazione (con iniziative conseguenti delle banchi centrali) e il covid. La reazione sui mercati non si è fatta attendere, con picchi di incertezze e volatilità. Le variabili da monitorare sono ora molteplici e complesse. Inoltre, il conflitto ha esacerbato due rischi chiave: prezzi molto più alti e accelerazione dell’azione delle banche centrali. Ciò si farà sentire sulle crescita, con la parola recessione che ha cominciato ad apparire. Le conseguenze coinvolgeranno le banche centrali, che hanno la missione complessa di non generare un rallentamento troppo duro dell’economia”.

Un altro aspetto toccato dal discorso di apertura è stato quello dei criteri EGS, che “sono per loro natura non semplici da definire e possono essere molti soggettivi. L’unica risposta passa attraverso un forte impegno dell’industria a livello europeo per analizzare, misurare e valutare questo lato non finanziario”. “La tassonomia è un primo passo, ma non basta – ha aggiunto Trabattoni – Gli azionisti devono continuare a sfidare le aziende sui temi ESG. Il nostro orizzonte deve essere sul lungo periodo, con ingenti investimenti che devono essere indirizzati verso la transizione. Gli asset manager vogliono essere un propulsore di questi cambiamenti”.