Salario minimo, Treu: “Da direttiva Ue netto cambio orientamento”

(Teleborsa) – “La proposta di direttiva europea sull’adeguatezza salariale, primo intervento dell’Unione riguardante direttamente la materia del salario minimo, segna un cambio di rotta, dopo che per anni si erano moltiplicate le raccomandazioni europee in questa direzione”. È quanto ha affermato il presidente del Cnel Tiziano Treu durante l’audizione odierna alla 14a Commissione Politiche dell’Unione Europea al Senato sulla “Proposta di direttiva del Parlamento europeo e del Consiglio relativa a salari minimi adeguati nell’Unione europea”.

“Il giudizio sostanzialmente positivo dei sindacati europei, confermato anche dalle maggiori confederazioni italiane, comprese quelle rappresentate al Cnel, – ha sottolineato Treu – è motivato anzitutto dalla preferenza riconosciuta dalla proposta alla via contrattuale rispetto a quella legislativa per la fissazione dei minimi salariali. E su questo punto converge anche la valutazione della delegazione di Confindustria al Cnel. Le parti sociali sottolineano peraltro, la necessità di considerare la maggiore rappresentatività delle organizzazioni stipulanti. La proposta – ha aggiunto – stabilisce, inoltre, un tasso effettivo dei contratti collettivi nazionali che rispettino il minimo salariale, precisando che di questa protezione salariale, garantita dai contratti collettivi, debba godere direttamente o indirettamente almeno il 70 % dei lavoratori e tutte le varie forme di lavoro, anche atipico. In tal senso, diventa fondamentale misurare e monitorare questo fondamentale dato. L’archivio dei contratti tenuto dal Cnel – ha concluso Treu – offre un adeguato strumento per verificare l’effettivo tasso di copertura ed è, pertanto, intendimento del Consiglio avviare un monitoraggio delle coperture attualmente risultanti”.

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