Cos’è il salario minimo: proposte ed effetti

In cosa consiste il salario minimo e cosa prevedono le due proposte di legge a riguardo

Lavoro e stipendi: due tematiche strettamente correlate tra loro e molto sentite in Italia.

Che il Bel Paese non spicchi per tasso di occupazione e per il reddito annuo percepito dai lavoratori rispetto agli altri Paesi dell’Ue, non è una novità. Cercare lavoro equivale a svolgere un lavoro e trovarlo non è certo cosa semplice. Se poi ci aggiungiamo che la paga destinata ai lavoratori è bassa, ovvero sotto la media europea, è facile immaginare un quadro generale poco roseo. A dimostrarlo sono i dati Eurostat che rilevano il guadagno corrisposto all’ora ad un lavoratore italiano: circa 12,49€ (cifre che fanno riferimento alle aziende con oltre 10 dipendenti a carico).

Rincara la dose l’Istat: in Italia la quota di occupati a rischio povertà ammonta al 12,2% (tra le più alte d’Europa). È tempo di affrontare la situazione e a prendere in carico questo argomento delicato è anche il Movimento 5 Stelle, che sta portando avanti l’intricato dibattito sul salario minimo.

Che cos’è il salario minimo

Il salario minimo legale – come sottolinea il nome stesso – è una soglia minima nella retribuzione e al di sotto della quale non si può scendere. Seppure già sia presente in numerosi Paesi, l’Italia è invece tra quelli che non la possiedono e in virtù di questo ci si rifà per la soglia minima ai contratti di lavoro collettivi. Questi ultimi sono aumentati in maniera notevole negli ultimi anni, ma differiscono tra loro al loro interno, ovvero per uno stesso lavoro possono esserci delle differenze di retribuzione che vanno dal 9% al 21%.

Quali sono le proposte sul salario minimo

Come indicato dal settimanale “Internazionale”, al momento le proposte di legge presentate sono due. Quella depositata dal Movimento 5 Stelle nel luglio scorso e quella presentata dal Pd ad inizio di questa legislatura. I disegni di legge si basano su meccanismi di rivalutazione automatica e legati all’inflazione. Quella del Pd propone il pagamento di sanzioni per chi non applica il minimo legale previsto, che per il partito è di 9,00€ all’ora netti per tutte le categorie di lavoratori.

La proposta dei 5 Stelle invece, fisserebbe la soglia minima a 9,00€ all’ora lordi e si riferisce soltanto ai collaboratori e ai dipendenti subordinati. Se il tetto supera i 9,00€ netti all’ora si fa riferimento alla soglia minima fissata dal contratto collettivo.

Con la proposta del Pd, a beneficiare del salario minimo sarebbe il 52,6% dei lavoratori, mentre con quella dei 5 Stelle sarebbero solo il 14,6%. Con la proposta del Movimento 5 Stelle un lavoratore su 5 guadagnerebbe circa 1.073€ in più all’anno.

Quali sarebbero gli effetti del salario minimo

A pagare di più il lavoro non è lo Stato, ma sono le imprese in quanto si parla di contratti privati. La questione dà vita a interrogativi molto ampi come sottolineato dallo stesso “Internazionale”. Ad esempio, se il salario minimo riduce le ore lavorate o le aumenta, o se fa aumentare il lavoro sommerso o semisommerso. In ogni caso non bisogna dimenticare che il sistema italiano è ad esempio caratterizzato da una predominanza della contrattazione.

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