Saipem e il Mozambico: “Gas sarà risorsa futuro. Grandi opportunità”

(Teleborsa) – Saipem ed il Mozambico, due identità, un unico valore: favorire lo sviluppo sostenibile e la transizione energetica, passando attraverso i fattori ESG e la creazione di valore per tutti gli stakeholders.

In Mozambico, Saipem si è aggiudicata un importante progetto LNG, per la costruzione di due treni di liquefazione di gas naturale. Una commessa di cui Saipem risulta capofila con una quota del 65% per un valore di circa 6 miliardi di dollari. Una grande sfida per Saipem, data la complessità del progetto e del territorio, ma anche una grande opportunità per favorire lo sviluppo sostenibile, con focus su ambiente, transizione energetica e comunità locale, tutti aspetti su cui l’azienda si è lancia da tempo e così anche il Paese africano.

Il Mozambico è destinato entro pochi anni a diventare il secondo “hub” del gas dopo il Qatar e si propone quale crocevia dei nuovi flissi commerciali da Est verso Ovest.

Tutto questo è emerso durante gli Open Talks di Saipem, sul tema “Mozambico: tra transizione energetica e nuovi equilibri geopolitici”, svoltisi in videoconferenza a causa delle restrizioni imposte dal Covid-19.

Il Presidente di Saipem, Francesco Caio, ha ricordato che il Mozambico ha avviato ambizioso programma di sviluppo sostenibile, ma parlare di questo paese significa anche parlare delle sue enormi risorse energetiche e della capacità di formare “Mozambico: tra transizione energetica e nuovi equilibri geopolitici”o. Un aspetto quest’ultimo – ha sottolineato che “rientra nell’orientamento di Saipem, che ha messo al centro le persone nelle sue responsabilità e nel suo dialogo con i territori in cui opera”.

“Il progetto Mozambique LNG è strategico per Saipem perché ci permette di essere presenti in un Paese che sta emergendo nello scacchiere energetico internazionale e si sta ritagliando un ruolo da protagonista nella transizione energetica in atto.”, ha sottolineato l’Amministratore delegato, Stefano Cao, aggiungendo che questo Paese”rappresenta una nuova sfida” per l’azienda, che punta a “punta ad accompagnare il Paese verso un percorso di sviluppo economico e infrastrutturale e di crescita sostenibile”.

“La chiave strategica è come accompagnare al meglio transizione energetica”, ha affermato Cao, parlando anche di resilienza ed adattabilità ai cambiamenti, come quelli imposti dal Covid.

Il Ministro Risorse Minerarie e dell’Energia del Mozambico, Ernesto Elias Max Tonela, ha parlato dei 3 progetti in esecuzione nel paese, che porteranno nel 2024 a produrre oltre 20 milioni di tonnellate l’anno di gas naturale. Il Ministro ha ricordato che le aziende partner sono numerose e di diverse nazionalità, ma nella scelta sono stati privilegiati i progetti con ricadute positive sull’economia locale e sulla formazione di risorse locali.

MOZAMBIQUE LNG: UN POGETTO DA RECORD

Maurizio Coratella, Coo Divisione E&C Onshore di Saipem, ha illustrato il progetto su cui l’azienda sta lavorando, un progetto complesso, situato in un’area remota, con la presenza di poche infrastrutture di trasporto. “Una sfida enorme”, ha definita sia dal punto di vista sia tecnologico che logistico.

“In Mozambico sono state fatte importantissime scoperte di gas, che hanno dimensioni di rilievo anche internazionale”, ha spiegato il manager, aggiungendo che con il processo di liquefazione e l’evoluzione tecnologica questo gas potrà essere sfruttato commercialmente ed il paese, data la sua posizione geografica, potrà sfruttare anche mercati asiatici dove la domanda di gas è in forte crescita”.

La produzione di gas in Mozambico – ha affermato Coratella – è attualmente di 13,8 milioni di tonnellate di gas all’anno, ma considerando anche l’impianto floating di Eni attualmente in costruzione, si potrà arrivare a 30 milioni di tonnellate all’anno.

Importanti anche i numeri finanziari del progetto, che ha potuto contare su un numero considerevole di agenzie finanziarie in Italia (SACE) ed altri Paesi (Olanda, USA, ecc.). Il progetto – ha concluso il manager – avrà ricadute positive anche sull’elettrificazione del Paese e sulle comunità locali, attraverso il trasferimento del know how ai locali (collaborazioni con università, formazione ecc.).

LE QUATTRO PANDEMIE

Un quadro degli scenari geopolitici attuali e futuri è stato illustrato da Paolo Magri, Vice Presidente Esecutivo e Direttore dell’Istituto per gli Studi di Politica Internazionale (ISPI), che ha parlato delle 4 pandemie: quella sanitaria (Covid), quella economica (causata dal lockdown), quella sociale (la disoccupazione e le proteste che stanno emergendo in quest’ultimo periodo) ed, infine, quella geopolitica, che definisce la “tempesta perfetta” e che non esclude una escalation di tensioni fra USA e Cina ed una seconda guerra fredda.

Al di là dei catastrofismi, per uscire da quello che definisce un “pasticcio” propone una ricetta che si concentri sulla società, un po’ più Europa, un po’ meno Occidente, un po’ più Asia. E cita Kafka per ricordare che da questa crisi nessuno uscirà più come prima.

OIL&GAS DEVE SFRUTTARE OPPORTUNITA’ TRANSIZIONE ENERGETICA

Il settore energetico quest’anno vedrà crollare gli investimenti del 20%, circa 400 miliardi di dollari, a causa del coronavirus. Lo ha ricordato Alessandro Blasi, Special Advisor to the Executive Director International Energy Agency (IEA), indicando che gli investimenti non core delle grandi compagnie petrolifere sono inferiori all’1%.

“L’industria Oil&Gas nel complesso ha enorme patrimonio finanziario, culturale, di competenze – ha affermato – che potrebbe essere impiegato bene su nuove tecnologie e in nuovi settori: dal biofuel all’idrogeno, senza lasciare indietro il wind offshore, che è un settore dalle grandi opportunità”.

QUALE PESO HA LA SOSTENIBILITA’ NEGLI INVESTIMENTI?

Un contributo a come si stanno muovendo e come si muoveranno gli investimenti è stato offerto da Giulia Pellegrini, Deputy CEO for EM Fixed Income at Allianz Global Investors.

“Siamo convinti che nel mondo post Covid gli investimenti in sostenibilità verranno accentuati“, ha affermato la Pellegrini, agigungendo “era un trend già in atto, ma la crisi sta portando a galla in modo evidente le difficoltà delle economie, quindi i fattori ESG diventeranno rilevanti nelle scelte decisionali”.

“Il nostro approccio in Allianz è pragmatico: al 2050 gestiremo tutti portafogli carbon free e siamo convinti che per gestire questa transizione dobbiamo investire su società che portano avanti transizione energetica e, in questo contesto, vediamo il gas naturale come la fonte energetica che offre più opportunità fra le fonti rinnovabili”.

“Pensiamo che compagnie che operano nell’Oil&Gas – ha affermato l’analista di Allianz – possano giocare ruolo chiave, grazie alla loro esperienza ed al loro know how”.

Uno sguardo anche sull’Africa e sul Mozambico, un Paese – ha detto – che evidenzia “un grande potenziale”, ma si trova in una “fase delicata” e dovrà gestire il processo di riforma e più precisamente un rafforzamento del sistema di governance.

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