Saipem, Coratella: candidati naturali per progetti europei sulla CO2

(Teleborsa) – “Saipem si pone come naturale candidato per iniziative che richiedono comprovate capacità impiantistiche, consolidata esperienza nella filiera del Gas – il combustibile principe identificato per il percorso di transizione energetica dei processi industriali – e competenze tecnologiche come quelle per la cattura della CO2. Saipem punta, in particolar modo, alla riconversione e al riadattamento della supply chain che può fare da traino per l’intera filiera italiana dell’oil&gas, oggi in forte sofferenza, tramite la definizione di un nuovo modello di business. Tutte le aziende coinvolte nella value chain potranno trarre beneficio dalle nuove tecnologie di capture e reuse e contribuire alla decarbonizzazione con lo sviluppo di nuove specifiche competenze”. È quanto afferma, in un intervento pubblicato sulla rivista Formiche, Maurizio Coratella, COO della Divisione Engineering & Construction Onshore di Saipem, in riferimento alla strategia di decarbonizzazione approvata dalla Commissione Europea lo scorso luglio.

Coratella, infatti, si riferisce in particolare a “un bando di gara europeo dedicato a interventi innovativi di riduzione delle emissioni di grandi siti industriali. Per partecipare a tale iniziativa occorre individuare i più importanti siti industriali europei ad alta emissione di CO2 e disporre di tecnologie di ultima generazione in grado di catturare, separare e rendere trasportabile la CO2, oltre che di una rete di condotte per farla convergere alle infrastrutture di stoccaggio, in cui conservarla in modo sicuro. La proposta di Saipem è fondata sul concetto di hub, ossia una rete di cattura e stoccaggio del carbonio (CCS – Carbon Capture and Storage) che connetta emissari e siti di immagazzinamento con un’unica infrastruttura di trasporto condivisa. In Italia la hub strategy ha portato alla scelta di Ravenna grazie alla posizione geografica, alla sicurezza del suo mare aperto e al vantaggio di una rete infrastrutturale preesistente poiché già utilizzata per il gas naturale. In Italia la hub strategy ha portato alla scelta di Ravenna quale candidata ideale grazie all’ottima posizione geografica rispetto ai pozzi offshore, la maggior sicurezza del mare aperto e la vicinanza a un importante polo industriale. Rispetto ad altri porti del nord Europa, inoltre, può contare sul vantaggio di una rete infrastrutturale e di impianti già disponibili e utilizzati per il gas naturale che possono, quindi, essere ragionevolmente convertiti per il trasporto della CO2”.

“L’Europa – conclude Coratella – ha nuovi e grandi obiettivi e i suoi Paesi sono alla ricerca di soluzioni altrettanto ambiziose. Il futuro di un’economia a basse emissioni di carbonio dipende da infrastrutture in grado di fornire soluzioni sostenibili per i bisogni energetici globali. L’hub che verrà realizzato a Ravenna si inquadra in questa prospettiva, per il futuro del sistema-Paese Italia”.

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