SAIPEM, Caio: “Smart working e digitale sono progettualità nuova. Opportunità per le imprese”

(Teleborsa) – “Il digitale e internet in combinato disposto con lo smart working stanno abbassando i costi delle transazioni. La prossimità fisica tipica del modo di lavorare pre-Covid-19 non andava in questa direzione. Questa riduzione, che il Covid ha messo in evidenza nella flessibilità di organizzare processi di lavoro diversi, fa emergere come finora abbiamo tenuto in vita una quantità enorme di lavori, energie e intelligenze dissipati nelle organizzazioni basati su un costo della transazione elevato e su una concezione quasi militare del presidio fisico degli spazi. Chi lo capisce, abbraccia una progettualità nuova, che fa del progetto e di un equilibrio dinamico il senso di appartenenza”. A dirlo è Francesco Caio, presidente di Saipem, nel suo intervento al webinar in occasione dell’appuntamento annuale dell’Osservatorio di Willis Towers Watson con la business community. In tale scenario, per Caio, “la vera opportunità per le imprese sarà quella di aver fatto tesoro di questo periodo e portarlo avanti nel futuro. La tecnologia richiede nuove forme di adattamento, progresso e ripensamento anche del lavoro”.

“Ci troviamo di fronte a uno stakeholder capitalism. Oggi – ha proseguito Caio – le leadership devono anche trovare delle nuove frontiere per mettere a frutto le intelligenze e le capacità che le imprese hanno, e al tempo stesso ci sarà una redistribuzione della forza lavoro. Ci saranno processi che richiederanno molta meno forza lavoro, ma ce ne saranno altri che ne richiederanno molta di più, molto diversa e molto più flessibile, umana e intelligente. Le imprese della logistica, dei servizi finanziari e dell’energia – ha sottolineato il presidente di Saipem – possono e devono trovare nei processi e nei programmi di sostenibilità ambientale, sociale ed economica delle frontiere di utilizzo. Dunque, a fronte di una leadership capace di abbracciare questi progetti, ci dovrà essere anche una volontà di ingaggio, la capacità di tutti di mettersi in discussione auspicabilmente bilanciata da un ritorno di stabilità, di carriera, di sicurezza e riconoscimento sociale, perché entriamo in una zona di uncomfort. Entriamo tutti in una zona meno confortevole e su questo terreno, attorno a dei progetti credibili in quanto derivati da un ascolto intelligente del territorio e del contesto, si può creare, dunque, – ha concluso – una nuova alleanza per far tornare vivi e moderni i protagonisti dello stakeholder capitalism italiano e non solo”.

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