SACE, export al centro della ripartenza dei settori moda e arredo

(Teleborsa) – Sono Stati Uniti e Giappone, al fianco di destinazioni europee, i mercati che offrono i migliori margini di crescita per sostenere la ripartenza dei settori italiani di Food, Fashion e Furniture. È quanto emerge dall’ultimo Rapporto Export di SACE presentato nella seconda tappa del Roadshow digitale di SACE, dedicata proprio al comparto delle cosiddette 3 F del Made in Italy (Food, Fashion, Furniture). Nell’incontro si è cercato di capire come stanno reagendo le imprese, quali sono i mercati su cui puntare per tenere accesi i motori dell’economia, e come stanno cambiando le dinamiche di questi comparti con l’e-commerce e lo smart working.

“Food, Fashion e Furniture e la loro amplissima filiera da soli hanno rappresentato il 22% dell’export italiano nel 2019, per un valore di 104 miliardi di euro e nel 2021 Usa e Giappone potranno fare da traino – ha dichiarato Simonetta Acri, Chief Mid Market Officer di SACE, nel corso dell’evento – Le 3 F hanno davanti a sé un ampio potenziale da esprimere, cogliendo le sfide dell’innovazione nelle sue diverse accezioni: di prodotto, di processo e di mercato. E noi siamo pronti a fare la nostra parte, sostenendo lo sviluppo di questo ecosistema di imprese con soluzioni diversificate che ne rafforzano la competitività e la capacità di crescere in Italia e nel mondo”.

Per il comparto Alimentari e Bevande, le destinazioni su cui puntare per accelerare la ripresa saranno i mercati avanzati come Unione Europea, Stati Uniti, Canada e Giappone, a cui si aggiunge anche l’Europa Emergente. Attenzione particolare meritano gli States, dove l’elezione di Joe Biden rappresenta una svolta nelle relazioni commerciali tra Usa e Ue, e dove il Food & Beverage italiano rappresenta circa il 10% dell’export complessivo verso gli Usa, per un valore pari a circa 4,6 miliardi di euro nel 2019 e in crescita nei primi 8 mesi del 2020 del 3,8%. Driver di queste opportunità sono l’elevato livello di consumi pro-capite, l’apertura a prodotti innovativi e la crescente consapevolezza dell’importanza di una dieta sana che caratterizzano gli Stati Uniti. Anche il vino – che pesa per oltre il 60% sulle nostre vendite del settore negli USA – beneficerà di questa nuova tendenza essendo percepito come un’alternativa salutare alla birra. Tra i mercati di sbocco più promettenti anche il Giappone, dove il Made in Italy può contare su una domanda in crescita, alimentata dai gusti raffinati dei consumatori nipponici, da una capacità di spesa pro capite tra le più alte al mondo e da condizioni di mercato favorevoli quali, ad esempio, la riduzione dei dazi.

Anche per il Fashion, il Giappone rappresenta un mercato su cui puntare. Qui il comparto Moda italiano ha rappresentato il 25% del totale nel nostro export verso il Paese nel 2019. Dopo l’inevitabile contrazione nel 2020, registrerà un buon rimbalzo già nel 2021. Quanto al settore di Mobili e Arredo le vendite all’estero potranno, almeno in parte, beneficiare del nuovo stile di vita incentrato maggiormente sulla permanenza nella propria abitazione, sia durante l’orario di lavoro sia nel tempo libero. Questo potrebbe incentivare all’acquisto di nuovi mobili e accessori per la casa. Infine, un mercato di destinazione per tutte e tre le categorie è rappresentato dalla Cina, dove le 3F pesano per il 25% del nostro export complessivo verso Pechino (e peraltro unico paese a registrare quest’anno una crescita del Pil intorno al 2%).

© Italiaonline S.p.A. 2020Direzione e coordinamento di Libero Acquisition S.á r.l.P. IVA 03970540963

SACE, export al centro della ripartenza dei settori moda e arredo