Russia nella bufera per doping “di Stato”

(Teleborsa) – Rischia di creare un incidente diplomatico e di stravolgere gli assetti dello sport il rapporto shock della WADA (World Anti-Doping Agency) sulle presunte pratiche scorrette della Russia e dei suoi atleti.

Perché secondo quanto emerso nelle oltre 300 pagine redatte da una Commissione Indipendente guidata da Richard Pound, ad essere coinvolti non sono solo medici compiacenti, allenatori spietati e atleti scorretti, ma anche uomini politici di spicco e, addirittura, i servizi segreti russi, in quello che lo stesso Pound ha definito il più grande fenomeno di corruzione e doping dello sport moderno.

Non solo: c’è una parte, secretata per non interferire con le indagini tutt’ora in corso in Francia, che riguarda l’IAAF (International Association of Athletics Federations, ossia la Federazione Internazionale dell’Atletica).

Sembra infatti che molti caso di doping siano stati “coperti” dalle alte sfere del’IAAF (il Presidente Lamine Diack, i due figli e altri top manager) in cambio di denaro.

Vista l’ampiezza dello scandalo la WADA ha suggerito la sospensione immediata della Russia da tutte le competizioni, compresi i Giochi Olimpici di Rio, e la chiusura sia dell’Agenzia Antidoping Rusada.

Non si è fatta attendere la replica di Mosca: il Ministro dello Sport Vitaly Mutko, che tra l’altro figura nella lista nera del Rapporto, ha negato tutte le accuse spiegando che i documenti della WADA non contengono prove concrete ma solo conclusioni.

Russia nella bufera per doping “di Stato”
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