Russia, gli oligarchi “decaduti” a caccia di risarcimenti

Il magnate russo Sergei Pugachev, una volta conosciuto come “il banchiere di Putin”, ha detto di aver presentato una richiesta di risarcimento di 12 miliardi di dollari contro lo Stato russo.

Nel reclamo, depositato presso la Corte permanente di arbitrato dell’Aja, Pugachev ha accusato la Russia di aver distrutto il suo impero economico, dopo un durissimo contrasto con il presidente Vladimir Putin.

La Russia, per contro, ha accusato Pugachev, di aver sottratto milioni di dollari all’amministrazione statale. Per questo motivo è stato emesso nei suoi confronti un mandato di cattura dell’Interpol, su richiesta di Mosca.

L’oligarca, un tempo alla testa di un impero economico del valore di 15 miliardi di dollari, ha annunciato ieri la sua mossa contro la Russia. Pugachev, intervistato da Reuters, ha detto che gli alleati di Putin gli avrebbero sottratto la quasi totalità dei suoi beni a seguito della crisi finanziaria del 2008, avendolo poi perseguitato con l’accusa di appropriazione indebita di asset di proprietà dello stato.

Dopo essere caduto in disgrazia con Putin, Pugachev ha anche detto di aver temuto per la sua vita.

Pugachev, fondatore della banca Mejprombank, ha detto che il suo caso assomigliava a quella della Yukos, defunto gigante produttore di petrolio.

Nel 2014, il tribunale dell’Aja ha sentenziato che la Russia avrebbe dovuto pagare 50 miliardi di dollari di danni agli ex azionisti di Yukos, dicendo che i funzionari russi avevano manipolato la procedura di bancarotta della Yukos e perseguito penalmente il suo capo, Mikhail Khodorkovsky.

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