Russia continua a onorare debito. Scadenza chiave a inizio aprile

(Teleborsa) – Il ministero delle Finanze russo ha detto di aver adempiuto ai propri obblighi di pagamento della cedola Eurobond per un importo di 65,63 milioni di dollari in scadenza nel 2029. Il ministero guidato da Anton Siluanov ha affermato in una nota che i fondi per il pagamento “sono stati ricevuti dal National Settlement Depository”. Di conseguenza, “gli obblighi di servizio dei titoli di stato russi sono stati pienamente adempiuti”. Ciò segue il pagamento della cedola Eurobond da 117,2 milioni di dollari della settimana scorsa, che ha tenuto con il fiato sospeso gli investitori di tutto il mondo. Quella onorata oggi era però una scadenza meno preoccupante, in quanto il contratto prevedeva che il pagamento potesse avvenire anche in altre valute (sterlina, euro, franchi svizzeri e rubli), secondo i dati di Morgan Stanley.

Un’altra scadenza di questo tipo (con il pagamento possibile in più valute) è attesa il 28 marzo per un ammontare di circa 102 milioni di dollari. Dopo quella del 16 marzo, altre due scadenze chiave però si avvicinano: si tratta di quella del 31 marzo, quando Mosca dovrà pagare altri 359 milioni di dollari su un bond al 2030, e quella del 4 aprile, quando scade un’obbligazione da 2 miliardi di dollari, sempre secondo i dati di Morgan Stanley.

Gli investitori guarderanno con attenzione a queste scadenza, sia perché l’importo dovuto è sensibilmente superiore a quelli fin qui onorati, sia perché questi appuntamenti forniscono spunti sulla capacità di Mosca di partecipare ai mercati finanziari internazionali. Le sanzioni occidentali e l’esclusione di alcune banche russe dal sistema dei pagamenti SWIFT rendono infatti meno agevole il trasferimento di denaro, aggiungendo incertezza nel meccanismo che fa passare i soldi dalle autorità russe agli agenti pagatori e ai detentori dei titoli di Stato. “Se i fondi non sono accessibili agli investitori o se un pagamento viene effettuato in una valuta non prevista nei termini dell’obbligo e riteniamo che l’investitore non accetti il pagamento alternativo, potremmo ritenerlo un default”, ha ricordato S&P Global Ratings.

“Riteniamo che l’incertezza sui futuri rimborsi rimanga elevata, nonostante il rimborso della cedola avvenuto la scorsa settimana – ha affermato il team strategie di credito globale di Algebris – Nel mese di aprile, la Russia sarà chiamata a rimborsare un’obbligazione in scadenza di circa 2 miliardi di dollari. Le aspettative riguardo a questo pagamento non sono molto elevate, considerando il contesto di elevate tensioni tra la Russia e l’Occidente”.

“A ciò si aggiunga che il debito estero in scadenza nei prossimi 12 mesi ammonta a 80 miliardi di dollari, pari a circa il 60% del bilancio – hanno aggiunto gli analisti – Se le riserve monetarie della Banca di Russia rimarranno congelate, i pagamenti potrebbero diventare sempre più difficili, soprattutto perché l’economia russa sta entrando gradualmente in recessione e il rublo rimane debole. In altre parole, la situazione attuale non è sostenibile, sia in termini di politica (volontà) e di economia (capacità) dei pagamenti”.