Rivoluzione mutui: chi non paga 7 rate rischia l’esproprio

(Teleborsa) – Fa discutere il decreto varato dal Ministro Boschi sui finanziamenti ipotecari, che recepisce la direttiva europea sui mutui, modificando in particolare le norme per l’esproprio. 

In particolare, un vespaio è stato sollevato dalle norme che modificano la tempistica dei pignoramenti in caso di morosità: basterà non pagare sette rate per vedersi espropriata l’abitazione dalla banca che ha concesso il mutuo. Secondo il Ministero dell’economia, la soluzione prescelta è quella che tutela al massimo il consumatore-debitore, perché la banca dovrà comunque riconoscere al titolare del mutuo la differenza fra il valore dell’immobile e l’importo non rimborsato (le rate già pagate).

In più, salta il divieto di patto commissorio, ovvero della clausola per cui, se il pagamento non viene fatto entro il termine fissato, la proprietà della casa passa al creditore: la banca in sostanza potrà entrare direttamente in possesso del bene e metterlo in vendita. Tale patto è espressamente vietato dal codice civile. 

Il decreto Boschi ha sollevato un mare di polemiche, tanto che è stata convocata alla Camera una riunione d’urgenza fra governo e maggioranza. Presenti all’incontro il viceministro dell’Economia Enrico Morando ed il presidente del deputati del Pd Ettore Rosato.

Soprattutto si è opposto il Movimento 5 Stelle che, in forma di protesta, ha bloccato oggi il corridoio di accesso alla commissione Finanze, denunciando che la direttiva europea era di ben altro tenore e non protegge solo le banche ma anche i consumatori.

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