Ritardo vaccini, Tedeschini: attivare class action per concorrenza sleale

(Teleborsa) – “Quello che è accaduto ci deve far ripensare l’uso del potere pubblico nei confronti delle Big Pharma. In questo momento, stiamo toccando con mano i limiti del potere pubblico di fronte alla forza del potere privato”.

Così Federico Tedeschini – docente, Avvocato cassazionista esperto di problemi di diritto amministrativo, di contratti pubblici e di diritto della concorrenza – in una lunga e interessante videointervista rilasciata a Eurispes a cura di Emilio Albertario. Al centro, la “vexata quaestio” che ruota attorno al preoccupante ritardo nella consegna dei vaccini che sta creando non pochi problemi al nostro Paese, costringendolo a rimettere mano al Piano vaccinale, a pochi giorni dall’avvio.

Pfizer, ma poi anche AstraZeneca – rileva Tedeschini ricostruendo la vicenda – hanno candidamente fatto sapere che non avrebbero potuto rispettare le quantità di vaccini promesse, nei tempi promessi, perché stanno ristrutturando i loro impianti. Le pare ragionevole che società multinazionali firmino dei contratti senza tener conto, anche, delle ristrutturazioni? si chiede il Professore che aggiunge: “C’è il fondato sospetto che una parte delle dosi che dovevano essere messe a disposizione dei paesi europei e, per quello che ci riguarda, dell’Italia, siano state dirottate verso paesi che le pagano meglio”.

Il problema – rileva Tedeschini – “non è solo privatistico; è anche pubblicistico, perché queste società sono assoggettate a poteri autorizzatori da parte delle singole Amministrazioni, europee ed italiane. Io credo che Europa ed Italia, per quello che ci concerne, debbano usare il loro potere autorizzatorio per colpire queste società ove non rispettino gli impegni che hanno assunto”.

Cosa fare ora? – Siamo in presenza di un vero e proprio braccio di ferro. E se la via giudiziaria “è inevitabile ma dura anni o comunque mesi”, per Tedeschini la strada da seguire è “chiedere all’Autorità Garante della Concorrenza – braccio operativo dell’Europa, oltre che braccio dell’Amministrazione italiana – di aprire una istruttoria per verificare due cose: se siamo in presenza di quella che, nel diritto della concorrenza, si chiama pratica commerciale scorretta o, peggio ancora, se siamo di fronte ad una intesa fra i produttori del vaccino per sfalsare il gioco della concorrenza. La sanzione è fortissima, perché è pari al profitto che queste società realizzano in esito della pratica commerciale scorretta o delle intese finalizzate a sfalsare il gioco della concorrenza”.

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