Rispunta il caso Lockerbie, dopo 27 anni

Investigatori americani e britannici starebbero per recarsi in Libia per valutare nuove prove sull’attentato di Lockerbie, che nel 1988 vide esplodere nei cieli scozzesi il Boeing 747 della PanAm in volo da New York a Londra.

Le nuove prove riguarderebbero due nuovi potenziali sospettati, Mohammed Abouajela Masud e Abdullah al-Senussi, individuati la scorsa settimana dal Governo di salvezza nazionale libico come persone informate sui fatti.

Un portavoce del Governo di salvezza nazionale libico, che controlla la città di Tripoli e gran parte del resto del paese, ma non è però riconosciuto dalla comunità internazionale, ha espresso alla BBC il desiderio di poter avere alcuni investigatori, per vedere cosa fare con i due sospettati e con le dichiarazioni che vorranno rilasciare.

“Potremmo avere in mano delle prove su Lockerbie e su altre persone coinvolte nell’attentato e forse queste due persone possono rendere nuove informazioni che potrebbero aiutare”, ha concluso il portavoce del Governo libico.

L’attentato di Lockerbie, del 1988, costò la vita a 270 persone, tra passeggeri, equipaggio e vittime a terra colpite dai frammenti dell’aereo esploso in volo. Abdelbaset al-Megrahi, morto per malattia nel 2012, è fino ad oggi l’unica persona ad aver riportato condanne per l’attentato, essendo stato giudicato colpevole di omicidio di massa e incarcerato per 27 anni.

Un portavoce del Crown Office, di fatto la Procura Generale scozzese, ha già comunicato di essere a conoscenza delle possibili relazioni con l’attentato di Lockerbie, concernenti i due nuovi sospetti.

“Il Crown Office lavorerà con l’Ambasciata britannica, così come con i colleghi degli Stati Uniti, per quanto riguarda le indagini”.

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