Risparmio, sinergia con mercati e imprese centrale per sviluppo Paese

(Teleborsa) – Creare sinergie fra risparmio, mercati e imprese è centrale per lo sviluppo del Paese. Questo il messaggio arrivato dal primo seminario del ciclo “Risparmio, mercato dei capitali e governo dell’impresa”, nato dalla collaborazione tra CNEL e Assogestioni, sul tema “Consigli di amministrazione e assetti proprietari delle società quotate”.

L’iniziativa si propone di approfondire le tematiche connesse ai flussi di risparmio, allo sviluppo del mercato dei capitali e al governo delle imprese, con particolare attenzione anche al ruolo dei consiglieri indipendenti e alla rappresentanza delle minoranze, a partire dal riconoscimento della rilevanza di tali temi per lo sviluppo del sistema economico del Paese.

“L’impresa di oggi deve essere consapevole del proprio ruolo sociale e deve adottare un approccio sostenibile che non si limiti al rispetto dell’ambiente ma faccia pensare ed agire sentendosi ‘commons’ (bene comune)”, ha dichiarato Tiziano Treu, presidente del CNEL in apertura del seminario.

“Il rapporto tra risparmio, mercato dei capitali e governo delle imprese è un fattore chiave per un pieno sviluppo del Paese e per cogliere la grande opportunità connessa ai piani di ripresa post-pandemici, in primis il Pnrr”, ha aggiunto Fabio Galli, direttore generale di Assogestioni, indicando che l’organizzazione “da sempre opera per un dialogo costruttivo con tutti gli attori che contribuiscono ad una crescita responsabile e sostenibile”.

Nel corso del seminario è stata presentata la ricerca “Assetti proprietari e corporate governance nel nuovo millennio” di QFinLab del Dipartimento di Matematica del Politecnico di Milano. Lo studio ha certificato che negli ultimi 10 anni si sia assistito ad una maggior concentrazione della quota media del primo azionista nelle società quotate, in particolare da parte delle appartenenti al FTSE MIB, cui fa da contrappeso un aumento del numero degli amministratori indipendenti, tra cui quelli eletti nelle liste dei fondi di investimento. Tra i principali numeri messi in evidenza dallo studio quello relativo alla dimensione dei cda che non ha subito significative variazioni e quello sulla quota femminile che si attesta al 40% previsto per legge.

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