Risparmio, per gli italiani il concetto di pianificazione è ancora lontano

Il 58% non coinvolge i figli in decisioni d'investimento. Lo dicono i risultati di una ricerca realizzata da SWG in collaborazione con CNP

(Teleborsa) Con la crisi che fa la voce grossa ormai da anni, fondamentale assicurarsi un futuro dignitoso. E se da un lato, gli italiani sono consapevoli della difficoltà di riuscire a mantenere un tenore di vita “sostenibile” in futuro, dall’altro non hanno ancora la consapevolezza necessaria per provvedere ad una pianificazione finanziaria efficiente.

Lo dicono i risultati di una ricerca realizzata da SWG in collaborazione con CNP Partners. In dettaglio, dallo studio emerge – si legge in un comunicato Cnp – che l’81% degli intervistati (con un picco dell’85% nella fascia di età 45-54 anni e dell’83% fra coloro che convivono con i loro figli) è consapevole del rischio che la pensione che ricevono o riceveranno possa non essere sufficiente a rispondere alle esigenze loro e delle loro famiglie in futuro. Il 78% del campione teme di trovarsi in difficoltà economiche senza poter contare su un aiuto concreto da parte delle istituzioni (la percentuale sale all’82% nella fascia compresa fra i 35 e i 44 anni e fra coloro che non hanno figli), mentre ben l’86% degli intervistati con figli conviventi teme di non poterli aiutare economicamente qualora ne avessero bisogno.

 I 4 PROFILI DEL RISPARMIO –  In questo contesto, gli orientamenti del campione nei confronti del risparmio sono molto diversi e consentono di identificare 4 profili di “risparmiatori”:  i little beaver o formichine, che corrispondono al 57% del totale, reagiscono all’incertezza essendo molto attenti al risparmio e considerano i prodotti d’investimento qualcosa di complesso e rischioso. Se investono lo fanno nella prospettiva primaria di proteggere il futuro salvaguardando il capitale; gli easy touch, pari al 38% del campione, sono poco propensi alla pianificazione finanziaria ed estranei al mondo degli investimenti, ritenuti troppo complessi;  i trader (17% del totale), dotati di una buona conoscenza del mondo degli investimenti finanziari, considerano invece i prodotti d’investimento il miglior modo di far fruttare e accrescere il capitale, e quindi una fonte di serenità per il futuro;  gli sparing, pari al 10% del totale, tendenzialmente giovani, ma che hanno già costituito una famiglia, sono molto attenti alla pianificazione e investono in prodotti finanziari puntando sia al rendimento che alla protezione del capitale, per garantirsi una vecchiaia serena e per poter sostenere i progetti futuri dei loro figli.
FIGLI, PARTE NON ATTIVA – Dallo studio emerge inoltre che il 58% degli investitori non coinvolge i figli – o li coinvolge in maniera marginale – nelle decisioni d’investimento. Ciò rappresenta un notevole rischio per il futuro, poiché spesso non dà loro la possibilità di sviluppare la consapevolezza dell’importanza della pianificazione finanziaria. 

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