Risparmi: il 55% è investito in prodotti finanziari pericolosi

Secondo Ignazio Visco, il 55% dei risparmi degli italiani è stato investito in maniera rischiosa, con prodotti finanziari pericolosi per le famiglie

Il 55% dei nostri risparmi non è al sicuro: questo l’allarme lanciato da Ignazio Visco, governatore di Banca d’Italia, che spiega come la maggior parte degli investimenti siano molto pericolosi per le famiglie italiane. Negli ultimi anni, a partire dal 2015 dalle dichiarazioni di Visco, gli italiani hanno investito oltre la metà dei propri risparmi vincolandoli a strumenti finanziari rischiosi.

E dire che gli scandali delle banche toscane e venete non sono passate proprio in secondo piano nei fatti di cronaca del nostro Paese: migliaia di persone, che speravano di aumentare il capitale guadagnato duramente, hanno perso tutto quello che avevano, e in alcuni casi le conseguenze sono state estreme.

La colpa di questi investimenti pericolosi, secondo l’opinione di Visco, è da ricercare senz’altro in una manchevole istruzione finanziaria, a causa della quale, spesso, i risparmiatori dell’ultimo minuto prendono decisioni non lungimiranti e assolutamente rischiose per il loro patrimonio, che spesso è quello di tutta la famiglia.

Dall’altra parte è anche vero, però, che le istituzioni devono informare i correntisti sui possibili rischi e tutelarli di più contro le truffe che, ormai, arrivano da ogni fronte. “Il risparmio va tutelato alla fonte“, spiega Ignazio Visco durante un convegno a Milano, “ma anche attraverso un intervento su di noi, di educazione finanziaria. Se ti danno il 3% di rendimento va bene” continua “ma se ti danno il dieci devi sapere che stai correndo un rischio”.  Andando indietro di 25 anni, quando probabilmente c’era più consapevolezza e meno prodotti sul mercato delle Borse, gli investimenti erano molto più sicuri e le persone investivano “in strumenti semplici, come depositi o titoli pubblici” continua il governatore di Bankitalia. Ora, invece, le esigenze sociali sono cambiate e anche la disposizione di denaro messo da parte dopo tanti anni di lavoro, che, torna a rimarcare “è da tutelare ma bisogna capire come è cambiata la composizione del risparmio”. L’ultima novità in fatto di “contenitori finanziari” sono i PIR, i Piani Individuali di Risparmio, investimenti di medio termine detassati sulle rendite. Ai risparmiatori l’ardua sentenza di verificare se saranno efficaci o meno.

Intano, Visco parla del rischio che pende sul  55% degli investimenti italiani ma anche dell’andamento delle Banche: è vero che ci sono stati casi eclatanti come MPS, la Popolare di Vicenza e Veneto Banca, ma “il 70-80% delle banche resiste in una situazione difficilissima senza aggravare il problema. Ci si concentra su alcuni fatto specifici ma nel complesso le nostre istituzioni finanziarie hanno resistito a una crisi difficilissima”.

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