Risparmi, conti correnti e inflazione: un “balzello occulto” da 10 miliardi

La massiccia esposizione alla liquidità espone a rischi palesi ma anche a trappole nascoste, come l’inflazione che - in silenzio - fa lo sgambetto ai risparmiatori

Che gli italiani navighino a vista, complice la crisi severissima che stiamo attraversando ormai da anni, è ormai cosa nota.

NAVIGARE NON E’ DOLCE IN QUESTO MARE – Meno noto ai meno esperti, forse, che navighiamo in un mare di liquidità vista la propensione degli italiani di tenere i soldi “sotto al materasso” o sul conto corrente. 

Numeri alla mano, gli ultimi dati di Bankitalia evidenziano a fine 2018 uno stock di quasi 1.400 miliardi di euro tra conti correnti, depositi e biglietti: 300 miliardi in più rispetto a 10 anni fa.

Non una buona notizia visto che stiamo parlando di strumenti a rendimento zero. Sono tanti gli italiani che scelgono di tenere denaro su un conto corrente perché non trovano un posto migliore e soprattutto sicuro in cui depositarli. Non si fidano, insomma, di scommettere su altre forme di investimento con il risultato finale che continua a crescere, a vista d’occhio, il volume dello stock di liquidità. 

Il peso dell’inflazione –  Partiamo da una considerazione: la massiccia esposizione alla liquidità espone a rischi palesi – le regole sul bail in per chi ha oltre 100mila euro oppure una tassazione patrimoniale – ma anche a trappole nascoste, come ad esempio l’inflazione che zitta zitta, ha il potere di fare lo sgambetto ai risparmiatori.   

UN “NEMICO” SILENZIOSO –Un nemico silenzioso, proprio per questo ancora più pericoloso. Partiamo dal presupposto che il risparmiatore medio tende a snobbare l’impatto del rialzo dei prezzi anche perché negli ultimi anni l’aumento del costo della vita è decisamente più contenuto rispetto a 20 o 30 anni fa.

Come riporta il Sole24Ore, “l’inflazione però continua a lavorare in silenzio e nel 2018 è stata in media poco sopra l’1%,  inferiore alla media dell’area euro. Questo non impedisce che, in assenza di rendimenti, l’inflazione di fatto abbia “bruciato” almeno 10 miliardi di euro (visto che alcuni depositi sono remunerati)”.

Tradotto: decisamente una gran bella beffa per un popolo da sempre tartassato dalla pressione fiscale, terrorizzato da balzelli e scadenze, che non si è “accorto” che nella lunga lista dei nemici delle nostre tasche ce n’è un altro da aggiungere: un balzello occulto, causato dalla perdita di potere d’acquisto, di oltre 10 miliardi .  

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