Risarcimenti Volkswagen, meglio un ricorso ordinario o la class action?

(Teleborsa) – Lo scandalo Volkswagen delle “centraline truccate” si è concretizzato in Italia con una truffa per oltre 700 mila automobilisti.

Il risarcimento del danno, però, non ha una strada univoca e, da uno studio giuridico Anief-Radamante, svolto sulla casistica e sugli esiti passati di rivalse analoghe, è emerso che è consigliabile intraprendere azioni legali di tipo ordinario.

Pollice verso, invece, per la Class Action: un percorso lungo e ad alto rischio, che potrebbe condurre verso una seconda beffa. La casistica parla chiaro: per un adeguato rimborso dei danni subiti ha molte più probabilità di riuscita il ricorso alle ordinarie azioni legali. Mentre, dall’entrata in vigore del decreto legislativo 140/2006, su 50 Class Action ammesse solo due hanno portato a risarcire i ricorrenti.

“Secondo i nostri esperti di diritto – spiega Marcello Pacifico, il presidente Anief, il sindacato più agguerrito dei docenti, che dal 2008 ha vinto più di 50.000 ricorsi – si tratta di una procedura complessa e anche portatrice di margini di rischio di fallimento”.  

“Anche l’azione penale rischia di diventare lunga e dispendiosa”, ha aggiunto Pacifico, spiegando che “è vero che il proprietario del mezzo potrebbe avere un interesse ad una condanna esemplare, ma i tempi per ottenere poi il ristoro economico si allungherebbero”. L’azione più sicura da intraprendere rimane quindi quella delle ordinarie azioni legali (ricorso).

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