Ripartenza al via: “sfida” dei trasporti nelle grandi città

(Teleborsa) – La Fase due è ufficialmente iniziata e per i trasporti è un momento delicato visto che la parola d’ordine resta ancora rigore. Poche le regole, ma fondamentali da rispettare. Mai come ora, infatti, un comportamento adeguato può fare la differenza, abbinato a mascherine, guanti, attenzione alla distanza sociale per garantire il rispetto delle norme previste a contenere il contagio evitando che si rialzi la curva. Gli “italiani saranno protagonisti”, hanno ribadito all’unisono il Premier Conte e il Ministro dell’Interno Lamorgese.

Partenza “al rallentatore” quella della Fase 2 questa mattina a Bergamo, la città più colpita dall’emergenza Coronavirus in Italia. In base all’afflusso dei passeggeri alla stazione della città, stamane, all’ora di punta, pochi sono i pendolari che si sono mossi per recarsi al lavoro o nei centri della provincia o a Milano. I due treni, quello delle 7.02 e quello delle 7.16, avevano a bordo rispettivamente 35-40 e una ventina di passeggeri. Un poco più affollati, invece, i treni provenienti da Calusco (Bergamo) e da Lecco, uno arrivato 7.38 e l’altro dieci minuti dopo. “In genere – racconta una impiegata di Ats (ex Asl) che vive nella Bergamasca – soprattutto per via degli studenti universitari e delle superiori per uscire dalla stazione”, prima del lockdown, “ci voleva una decina di minuti”.

MILANO – “Nessun assembramento e situazione tranquilla sia sui mezzi di superficie sia nella metro”: sintetizza così, l’Atm, l’azienda di trasporto milanese, la prima mattinata di Fase 2, un vero test per il servizio urbano. L’ afflusso dei passeggeri, spiegano all’ Atm è stato ordinato sia nelle stazioni sia sui treni della metro dove, dalle 7 alle 9 hanno transitato treni ogni due minuti. Ben 300 le persone incaricate da Atm sull’intera rete per gestire e indirizzare i passeggeri. Alle fermate di Bisceglie, Comasina, Affori, Gessate e Sesto San Giovanni, che sono capolinea, vi sono state brevissime chiusure di tornelli ma solo per consentire ad alcuni treni di entrare in linea vuoti così da gestire meglio l’afflusso durante la corsa.

ROMA – Una fila per salire un’altra per scendere dai treni, controllo dell’autocertificazione in entrambi i varchi e volontari della Croce rossa che misurano la temperatura a chi è in partenza con termoscanner: questo lo stazione Termini di Roma nel primo giorno della fase 2. Numerosi i passeggeri in coda per mostrare i documenti e con le mascherine, obbligatorie sui convogli. In circolazione soprattutto treni regionali diretti in altre città del Lazio o della Campania. Per i controlli, in aiuto alla polizia ferroviaria ci sono militari e volontari della Protezione civile del raggruppamento operativo emergenze. Arrivando in stazione dall’ingresso principale di piazza dei Cinquecento, i passeggeri devono seguire il percorso delimitato da strisce mobili bianche e rosse e, per terra, da adesivi verdi con la scritta “Rispetta la distanza sociale”.

NAPOLI – Affluenza sostenuta di viaggiatori in piazza Garibaldi, a Napoli, allo stazionamento dei bus dell’Azienda napoletana mobilità (ANM). Ammessi a bordo non più di 18-20 passeggeri. Niente fermate durante il percorso per evitare sovraffollamento. C’è quindi chi non riesce a salire e deve attendere le corse successive. Sui treni della Circumvesuviana che collegano la provincia con Napoli molti posti a sedere ‘sigillati’: ci sono pendolari che raggiungono i posti di lavoro ma mancano gli studenti e quindi al momento non si registrano particolari affollamenti. Il traffico in città e sulla Tangenziale di Napoli appare intenso ma scorrevole. In generale, il personale delle stazioni rileva che al momento non si registra un afflusso “molto diverso” rispetto ai giorni del lockdown ma sottolineano che nelle zone collinari i numeri potrebbero crescere con il passare delle ore visto che è consentito passeggiare.

Torna a rianimarsi anche Firenze dopo il lockdown senza però situazioni caotiche o assembramenti. Sulle strade cittadine si nota più traffico rispetto ai giorni precedenti anche se non certo ai livelli prima del blocco per il Coronavirus. I viali e le arterie principali si sono così ripopolate di auto ma soprattutto è cresciuta la frequenza dei mezzi pubblici: per assicurare la distanza di sicurezza tra i passeggeri gli autobus non possono trasportare più di 11 persone a sedere e 7 in piedi, tutti con la mascherina. Grande attenzione poi alle fermate della tramvia, che sono presidiate dalla polizia municipale per evitare assembramenti. A bordo un massimo di 44 passeggeri per ogni tram, rispetto ai 270 che il mezzo può solitamente trasportare. Previste oltre 900 corse giornalieri. Riprende vita anche la stazione di Santa Maria Novella dove si rivedono i pendolari e ci sono molte più persone rispetto alle settimane appena trascorse, mentre i treni regionali sono stati incrementati. Decisamente aumentato il traffico sulle autostrade dell’area fiorentina, che è comunque scorrevole e registra una crescita del passaggio dei mezzi pesanti. Riapre anche l’aeroporto di Firenze anche se ancora non sono previsti voli di linea.

Tranquillo alle 9 il flusso di persone alla stazione centrale di Bologna, nessun fiume di persone e tutti con mascherine. Anche Genova si è rimessa in moto nel primo giorno di fine lockdown mostrando più traffico di auto private, tanti bar aperti per consumazioni da asporto, come da ordinanza regionale, e runner nei parchi. I bus sono praticamente vuoti con alle fermate poche persone e ben distanziate, tutte con mascherina.

Nella prima giornata di allentamento delle misure del lockdown, è l’aumento del traffico di mezzi privati la cosa che più si nota a Bari. Bus semivuoti e tassisti “delusi”.

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