Riforma pensioni, tavolo Governo-Sindacati su previdenza complementare

(Teleborsa) – L’inizio del nuovo anno ha segnato ufficialmente l’avvio delle trattative fra Governo e sindacati per riformare il sistema pensionistico italiano. Ad aprire le danze, lo scorso 3 febbraio, il primo round delle serie di riunioni tecniche calendarizzate per tutto il mese, dedicato al tema delle pensioni di garanzia per i giovani. Il 7 febbraio si è parlato di rivalutazione pensioni ed il 10 febbraio di flessibilità in uscita. Oggi, 19 febbraio, è in programma un nuovo tavolo tra Governo e sindacati che discuteranno di previdenza complementare.

“La previdenza complementare è una parte importante dell’intero sistema, con la quale il lavoratore sacrifica una parte del suo reddito attuale per garantirsi un beneficio nel futuro, anche per contrastare la progressiva perdita di potere d’acquisto della pensione pubblica”. Lo ha detto il Segretario confederale dell’Ugl, Fiovo Bitti.

“Serve un vero sostegno fiscale, una nuova campagna informativa per accompagnare i lavoratori ad una scelta consapevole e una revisione delle regole sulla quota di Tfr da destinare alla previdenza complementare – ha aggiunto – attenzione anche al pubblico impiego, oggi fortemente penalizzato, mentre i fondi negoziali si lasciano preferire ad un eventuale fondo pubblico presso l’Inps, ferma restando la necessità di togliere ogni eventuale blocco nell’accesso alla governance”.

QUOTA 100, GUALTIERI CRITICO MA NON HA SENSO ABOLIRLA – Quello sulle pensioni “è un tavolo impegnativo, nessuno ha le risposte in tasca. Lo osservo con molta attenzione, ci sono alcune proposte interessanti. E’ un tema che va affrontato in modo serio e in un quadro di equilibrio per la finanza pubblica”, ha detto il Ministro dell’Economia Roberto Gualtieri, a Circo Massimo, su Radio Capital. Il ministro ha ribadito la sua “posizione critica” su Quota 100, spiegando però che “non ha senso cambiare le regole in corsa. Abbiamo chiarito che non verrà modificata, sta andando ad esaurimento. Ma dopo c’è un bel problema: lo scalone e un sistema pensionistico che non affronta il problema dei giovani, delle donne, dei lavoratori discontinui e dei gravosi. Vanno fatte delle correzioni ma in un quadro equilibrato”

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