Riforma Patto Stabilità, il “piano” di Draghi

Con Merkel e Macron che perdono forza, il Presidente del Consiglio è pronto a giocare un ruolo da protagonista. Insieme all'Italia

Inadeguate. Questo l’aggettivo (tutt’altro che casuale) usato dal Presidente del Consiglio Mario Draghi nelle scorse ore parlando delle regole del Patto di Stabilità. Mai come nel dibattito politico la scelta di un termine piuttosto che dell’altro diventa una chiarissima dichiarazione di intenti. 

Voglio essere molto chiaro. É  fuori discussione che le regole sul Patto di stabilità dovranno cambiare, ma questo dibattito non è ancora partito”, ha detto durante il Question Time alla Camera. La “mia linea – ha proseguito il Premier – è che le attuali regole sono inadeguate, lo erano e lo sono di più per la uscita dalla pandemia. Dovremo concentrarsi su un forte slancio della crescita per assicurare la sostenibilità dei conti pubblici”.

Paletti (deficit inferiore al 3% del PIL e debito sotto il 60%), adesso sospesi per la crisi provocata dall’emergenza Covid ma la domanda che circola da qualche tempo è sempre la stessa: cosa succederà dopo? Per il momento, le regole saranno “congelate” almeno fino a tutte il 2022, ma inizia a tenere banco il tema (decisamente spinoso) della sua riforma con l’Italia che “svolgerà un ruolo da protagonista nel dibattito”. Così ha assicurato il Premier sottolineando che “servono politiche che incentivino gli investimenti e aiutino a superare le divergenze tra paesi”. 

Intanto, arrivano buone notizie da Bruxelles che fotografa una ripresa più rosea in attesa dell’arrivo delle risorse del Next Generation Eu. Il PIL dell’Italia, trainato dall’effetto del Recovery plan, crescerà del 4,2% nel 2021 e del 4,4% l’anno successivo, registrando così un ritmo in linea con Unione Europea ed Eurozona.

E’ Draghi l’uomo forte UE

Ma c’è di più: con Merkel  e Macron  che perdono consensi, ecco che quasi a sorpresa proprio l’Italia, con “l’uomo forte” Mario Draghi, da fanalino di coda si candida seriamente a diventare baluardo dell’Unione giocando un ruolo decisivo nella riforma di quello che sarà il nuovo Patto di Stabilità. Meno austerità e  parametri più flessibili, rigorosamente basati sulla crescita: questo il piano di Draghi.

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