Riforma del Bilancio statale, la spending review diventa strutturale

(Teleborsa) – Il Consiglio dei ministri, che ieri ha dato il via libera alla nuova disciplina delle banche cooperative, ha approvato anche la riforma del bilancio dello stato, che costituisce uno step ulteriore verso l’unificazione del bilancio statale e della Legge di stabilità, per allineare le scadenza con il semestre europeo. Il provvedimento di propone di “aumentare la trasparenza” del bilancio, ma soprattutto costituisce un importantissimo passo per rendere la spending review strutturale.

Spending review strutturale

Per rafforzare la funzione allocativa, la programmazione e l’istituzionalizzazione della spending review nel processo di bilancio è prevista la revisione del ciclo del bilancio con la definizione di obiettivi di spesa per i ministeri, coerenti con gli obiettivi programmatici del DEF, e un processo di monitoraggio sulla loro attuazione.

Si sposta così nella fase di programmazione, l’attenzione sull’intero ammontare delle risorse disponibili, anziché sugli interventi al margine annualmente disposti con la Legge di stabilità. Per rendere maggiormente efficiente la gestione e più rapidi i tempi di pagamento delle amministrazioni, sono previste disposizioni per ampliare la flessibilità e snellire le relative procedure amministrative.

Il nuovo bilancio

Il CdM ha approvato anche un  decreto per il riordino della disciplina per la gestione del bilancio e il potenziamento della funzione del bilancio di cassa. L’obiettivo è quello di rendere più stretto e trasparente il legame tra la decisione parlamentare sull’allocazione delle risorse e i risultati dell’azione amministrativa, ponendo maggiore attenzione sul momento in cui le risorse sono effettivamente incassate ed erogate.

Ciò consente di migliorare la previsione e il monitoraggio degli andamenti di fabbisogno e debito pubblico, in coerenza con l’evoluzione delle regole fiscali europee, nonché la gestione dei flussi di cassa. Infine, il potenziamento del ruolo del bilancio di cassa permette di arginare il fenomeno della formazione dei residui attivi e passivi. A tal fine, il decreto dispone l’avvicinamento delle fasi dell’impegno di spesa e dell’accertamento di entrata a quelle, rispettivamente, del pagamento e della riscossione; l’istituzionalizzazione e l’obbligatorietà del ”cronoprogramma dei pagamenti” e la razionalizzazione della disciplina in materia di residui passivi.

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