Riforma banche popolari prorogata di 1 anno, salta “controriforma” BCC

(Teleborsa) – Il tema della riforma delle banche popolari e di quella che è stata definita la “controriforma” delle BCC (banche di credito cooperativo) resta in primo piano nell’ambito del Decreto fiscale, attualmente all’esame della Commissione Finanze in Senato, per effetto di alcuni emendamenti presentati da maggioranza ed opposizioni che modificano quanto stabilito dal governo Renzi.

Rinvio di un anno per le Banche Popolari – Per quanto concerne la trasformazione delle banche popolari in SPA, che riguardava quelle con attivi superiori agli otto miliardi, si è trovato un accordo per prorogare di un anno, dal 31 dicembre 2018 al 31 dicembre 2019 il termine ultimo per adeguarsi. Sostanzialmente, restavano fuori solo due banche, la Banca Popolare di Bari e la Banca Popolare di Sondrio, cui viene concesso un po’ di respiro per attuare la riforma voluta dal Governo Renzi.

Flop della controriforma delle BCC – Riguardo alle banche di credito cooperativo, l’intenzione era quella di effettuare una vera e propria controriforma, che vanificasse per tutte l’obbligatorietà ad aderire ad un gruppo unico. Proposta che è stata vanificata, con il ritiro dell’emendamento presentato dalla Lega di Matteo Salvini, laddove questa possibilità sarà riservata solo alle banche della federazione Alto Adige Raiffeisen.

Solo a queste infatti sarà concessa una “deroga” ad aderire alle grandi holding ed optare invece per il modello tedesco, quello delle Sparkassen e delle Volksbanken, che non ricadono sotto la vigilanza della BCE. Previsto poi un rafforzamento della vigilanza sui nuovi gruppi (ICCRREA e Cassa centrale banca) finalizzato a tutelare i principi di mutualità alla base della cooperazione.

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