Rifiuti, Grecia multata dalla UE per non essersi adeguata alla normativa

(Teleborsa) – La Grecia è stata condannata a una somma forfettaria di 10 milioni di euro e a una penalità di 30 000 euro per ciascun giorno di ritardo, per la mancata attuazione del diritto dell’Unione in materia di rifiuti.

E’ quanto ha stabilito la Corte Europea che già aveva dichiarato una prima volta l’inadempimento della Grecia in una sentenza del 2009.

Nell’odierna sentenza, la Corte dichiara che la Grecia non ha adottato tutte le misure necessarie per l’esecuzione della sentenza del 2009. Così, alla scadenza del termine del 25 marzo 2013, la Grecia non aveva ancora adottato un piano specifico per la gestione dei rifiuti pericolosi né istituito una rete integrata e adeguata di impianti di smaltimento dei rifiuti pericolosi o messo in atto una gestione conforme dei “rifiuti storici” (vecchi rifiuti provvisoriamente depositati in siti non adibiti a tale destinazione).

La Corte considera che l’inadempimento della Grecia, oltre a perdurare da più di sei anni, “è particolarmente grave”, in quanto può mettere direttamente “in pericolo la salute umana” e “arrecare danni all’ambiente”. I giudici europei, sottolineano, in particolare, che “la costruzione di numerosi impianti nonché di tre discariche per il trattamento dei rifiuti pericolosi non è ancora iniziata”. Pertanto, la Corte giudica “opportuno” condannare la Grecia a versare sul conto dell’Unione una penalità di 30.000 euro per ciascun giorno di ritardo nell’attuazione delle misure necessarie per conformarsi alla sentenza del 2009; tale penalità è dovuta a partire dalla data odierna e fino alla completa esecuzione della sentenza del 2009.

Inoltre, la Corte ritiene “equo” condannare la Grecia a versare sul conto dell’Unione una somma forfettaria di 10 milioni di euro al fine di prevenire la futura reiterazione di infrazioni analoghe al diritto dell’Unione.

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