Rifiuti e sostenibilità, IREN: inaugurato raddoppio biodigestore di Cairo Montenotte

(Teleborsa) – Un esempio virtuoso di economia circolare che risponde ai tre principi cardine sui quali si fonda la corretta gestione dei rifiuti: raccolta differenziata, riciclaggio e valorizzazione delle risorse. Inaugurato oggi, venerdì 1 ottobre, il raddoppio dell’impianto di trattamento dei rifiuti organici di Cairo Montenotte, in località Ferrania, alla presenza del Presidente della Regione Liguria Giovanni Toti e del Sindaco di Cairo Montenotte Paolo Lambertini. Presenti per il Gruppo Iren il Presidente Renato Boero, l’Amministratore Delegato Gianni Vittorio Armani e l’AD di Iren Ambiente Eugenio Bertolini.

I lavori di ampliamento dell’impianto – strategico a livello regionale per la gestione della frazione organica – operativo dal 2016 – chiarisce la nota – “hanno interessato due anni di cantiere per un investimento complessivo di 16,6 milioni di euro e hanno portato al raddoppio della capacità di trattamento da 45mila a 80mila tonnellate/anno. L’innovazione caratterizza in maniera forte il nuovo impianto, grazie alla presenza di tecnologie che consentono, attraverso il telecontrollo, anche una gestione a distanza, garanzia di sicurezza e di tempestività di intervento in caso di necessità”.

Il rinnovato biodigestore potrà trattare 60.000 t/anno di Frazione Organica dei Rifiuti (FORSU) rispetto alle precedenti 30.000 t/anno e 20.000 t/anno di verde (sfalci e potature) rispetto alle precedenti 15.000 t/anno.

Attraverso il trattamento della frazione organica dei rifiuti (FORSU) mediante il processo di digestione anaerobica, il biodigestore è in grado di produrre annualmente 6 milioni di metri cubi di biometano da immettere nella rete Snam, mentre tramite un processo di digestione aerobica il materiale organico viene trasformato in compost di alta qualità destinato a diversi tipi di culture e aziende agricole. La produzione annua di compost è di 10.000 tonnellate (un quantitativo utile a fertilizzare circa 500 ettari di terreno), che vengono consegnate a diverse aziende agricole in Liguria e Piemonte. All’interno del complesso da 26mila mq avviene il ricevimento del rifiuto organico, il pretrattamento finalizzato alla separazione dei materiali, il trattamento anaerobico, l’estrazione del biometano, la disidratazione e il successivo avvio in biocelle della frazione organica digerita per la realizzazione del compost.

In questo modo, il biodigestore diventa motore di un ciclo virtuoso che consente la riduzione dei costi sullo smaltimento del rifiuto organico a favore delle amministrazioni pubbliche, significativi benefici nei confronti dell’ambiente e del territorio, la drastica riduzione dei conferimenti in discarica e la trasformazione del materiale organico in biometano da fonte rinnovabile. A questo si aggiunge una significativa riduzione di emissioni e dell’effetto serra, la produzione di compost di prima qualità riutilizzabile sul territorio e la possibilità per i comuni coinvolti di evitare “esportazioni” di rifiuti fuori regione.

“Questa amministrazione – afferma il presidente della Regione Liguria Giovanni Toti – ha dimostrato fin dalla precedente legislatura un’attenzione molto alta al tema dei rifiuti, lavorando prima di tutto per aumentare i livelli di raccolta differenziata anche attraverso un’azione di sensibilizzazione dei cittadini e delle comunità locali. Nel 2015 la commissione parlamentare sul ciclo dei rifiuti parlava di una Liguria all’anno zero: in sei anni abbiamo fatto importanti passi avanti, con la raccolta differenziata che ha abbondantemente superato il 50% su tutto il territorio, con punte di oltre l’80% in diversi comuni. Poche settimane fa abbiamo avviato i lavori del futuro impianto di trattamento meccanico biologico (Tmb) a Genova e oggi siamo qui per l’ampliamento di un impianto che potrà essere utilizzato al servizio non solo del comprensorio savonese ma dell’intero ambito regionale. Si tratta dell’unica struttura ligure di questo tipo, stiamo valutando una sua valorizzazione all’interno del piano regionale che sarà approvato entro l’anno. L’obiettivo – conclude Toti – è realizzare un vero ciclo integrato dei rifiuti grazie anche al Pnrr e alle risorse annunciate dal ministro Cingolani per l’economia circolare”.

“L’inaugurazione di oggi – dichiara il sindaco di Cairo Montenotte Paolo Lambertini – rappresenta non solo l’ampliamento e il rinnovamento dell’attività di un biodigestore nel nostro Comune gestito da un’azienda importante come Iren, ma una dimostrazione del metodo con cui l’industria trova modi innovativi per rispondere alle sfide globali. Il settore del trattamento dei rifiuti è sempre delicato e dibattuto, soprattutto per i risvolti ambientali. La gestione ottimale di questo impianto, la circolarità del processo per ridurre gli sprechi di risorse naturali e di materie prime, contribuiscono al ciclo virtuoso che il nostro Comune vuole avere, per produrre risparmi e benefici per i cittadini e l’ambiente. Un importante valore aggiunto nel panorama economico del nostro territorio.”

“L’importante investimento che Iren ha destinato all’ampliamento e ammodernamento di questo impianto – ha dichiarato l’Amministratore Delegato di Iren Gianni Vittorio Armani – è la testimonianza concreta di quanto sostenibilità ed economia circolare siano elementi fondanti della mission aziendale. Attraverso la nostra Business Unit Ambiente gestiamo 70 impianti di trattamento, recupero e stoccaggio di rifiuti e intendiamo rafforzare ulteriormente la nostra leadership nel campo ambientale grazie ad una ulteriore crescita degli investimenti dedicati al settore che illustreremo le prossime settimane, in occasione della presentazione del nuovo piano industriale di Gruppo”.

“Il biodisgestore di Cairo Montenotte – ha aggiunto il Presidente di Iren Renato Boero – costituisce un ulteriore importante tassello della crescita impiantistica del nostro gruppo e dimostra come l’innovazione e la tecnologia possano produrre eccellenti risultati sia in termini industriali che ambientali, garantendo servizi di qualità ai territori e positive ricadute sull’ambiente e sulla economia delle aree in cui operiamo”.

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