Retribuzioni contrattuali ferme a maggio

(Teleborsa) – La busta paga degli italiani resta ancora ferma anche a maggio. 

Secondo il rapporto dell’ISTAT, le retribuzioni contrattuali orarie sono invariate rispetto al mese precedente e aumentano dello 0,6% nei confronti di aprile 2015. Complessivamente, nei primi cinque mesi del 2016 la retribuzione oraria media è cresciuta dello 0,7% rispetto al corrispondente periodo del 2015.

Con riferimento ai principali macrosettori, a maggio le retribuzioni contrattuali orarie registrano un incremento tendenziale dello 0,8% per i dipendenti del settore privato (0,7% nell’industria e 0,8% nei servizi privati) e una variazione nulla per quelli della pubblica amministrazione.

I settori che a maggio presentano gli incrementi tendenziali maggiori sono: tessili, abbigliamento e lavorazione pelli (3,4%); energia elettrica e gas (1,9%). Si registrano variazioni nulle nei settori della metalmeccanica, delle telecomunicazioni e in tutti i comparti della pubblica amministrazione.

Tra i contratti monitorati dall’indagine, nel mese di maggio nessun nuovo accordo è stato recepito, mentre sette sono quelli venuti a scadenza. Complessivamente i contratti in attesa di rinnovo sono 51 (di cui 15 appartenenti alla pubblica amministrazione) relativi a circa 8,2 milioni di dipendenti (di cui circa 2,9 milioni nel pubblico impiego).

Alla fine di maggio, la quota dei dipendenti in attesa di rinnovo è del 64% nel totale dell’economia e del 53,5% nel settore privato. L’attesa del rinnovo per i lavoratori con il contratto scaduto è in media di 38,9 mesi per l’insieme dei settori e di 18,1 mesi per quelli del settore privato.

Alla fine di magio, i contratti collettivi nazionali di lavoro in vigore per la parte economica riguardano il 36% degli occupati dipendenti e corrispondono al 34,8% del monte retributivo osservato.

Retribuzioni contrattuali ferme a maggio