Rete unica in stand-by. Scambio di lettere fra TIM e CDP fa slittare scadenza

(Teleborsa) – Slittano ancora i tempi per la rete unica, uno dei dossier caldi che interessa il nuovo governo di Giorgia Meloni. Sarà per questo che, un fitto scambio di lettere fra CDP e TIM, supervisionato dai legali e condiviso cn i rispettivi consigli, ha prodotto un’ulteriore proroga dei tempi per mettere a punto l’operazione, in attesa che il nuovo esecutivo si sia insediato ed abbia esaminato le carte.

L’Ad di Cassa Depositi e Prestiti, Dario Scannapieco, che era intenzionato ad andare avanti da solo con l’operazione, anche senza aver preventivamente sentito il consenso del nuovo esecutivo, peraltro dichiaratamente favorevole al progetto, ha dovuto arrendersi ad aspettare che i tempi siano maturi. Una posizione assunta anche a seguito di interlocuzioni politiche.

In particolare, i soci del consorzio Cdp Equity, KKR, Macquarie e Open Fiber hanno fatto sapere che, “data l’ampiezza della transazione e il tempo necessario ad analizzare tutta l’informazione ricevuta da TIM”, il processo di valutazione del memorandum of understanding firmato a fine maggio “richiede un’estensione della timeline indicativa originariamente discussa”, cioè il 31 ottobre, data entro cui doveva essere siglato un accordo vincolante.

KKR ha confermato di voler continuare a discutere con TIM il Memorandum per dare vita alla rete unica, ma CDP prende tempo, in attesa che il prossimo Ministro delle Finanze si esprima sull’adeguatezza del progetto. D’altronde il Tesoro è socio di maggioranza di CDP con una partecipazione dell’88%.

TIM invece, a valle del CdA di fine settembre, avrebbe scritto una lunga lettera alla Cassa, sollecitandola a chiarire la sua posizione e definire quali sono le prossime scadenze ed i tempi per la presentazione di un’offerta. Una richiesta cui CDP ha risposto sabato scorso, chiedendo una proroga dell’accordo di esclusiva firmato a fine maggio.