Restauro a Voghera per l’ultimo mitico elettrotreno “Il Settebello” dopo anni di abbandono

(Teleborsa) – È ora a Voghera l’ultimo esemplare esistente dei tre ETR 300 costruiti negli anni ’50, il mitico “Settebello”. L’elettrotreno rapido di lusso che per quasi tutta la sua carriera ha percorso incessantemente il tragitto Roma-Milano-Roma con fermate a Firenze e Bologna, si trova “ricoverato” nell’Officina Manutenzione Ciclica di Trenitalia.

Uno dei simboli del made in Italy, dimenticato per anni alle intemperie e ai vandali su un fascio di binari del parco ferroviario adiacente la stazione di Falconara Marittima, nelle Marche, sarà infatti completamente restaurato per essere rimesso in servizio come treno charter di alta qualità, come ha reso noto la Fondazione FS che gestisce il Museo di Pietrarsa, vicino a Napoli, e si occupa del recupero, del restauro e del mantenimento appunto dei “rotabili” di valore storico. 

“Nelle officine lombarde, sotto la supervisione di Fondazione FS – si legge in un comunicato – verranno eseguite le attività di bonifica e pulizia del convoglio. In seguito Fondazione FS predisporrà un progetto di completa ristrutturazione dell’ETR 300, poiché i suoi pregiati interni originali sono stati snaturati da un restyling risalente agli anni ‘80″.

“Un vero e proprio abbandono – sottolinea con più che una punta di rammarico il Direttore della Fondazione FS, Luigi Cantamessa – compiuto da una generazione che non era la mia e in anni in cui mancava la cultura ferroviaria”.

Vere opere d’arte, inspiegabilmente “ignorate” appunto dalla dirigenza FS degli anni ’80, che ne dispose così la sostituzione con il normale arredamento utilizzato all’epoca per i treni Intercity. Dei tre ETR 300 costruiti, due non scamparono alla demolizione. Il terzo, dopo alcuni decenni di totale abbandono trasferito nelle Officine di Voghera per il restauro, finì “dimenticato” sui binari di Falconara.

Uno degli arredamenti originali de Il Settebello fu poi acquistato dagli Stati Uniti, e da tempo fa bella mostra di sé nel Museo Moma di New York. Degli altri due se ne sono perdute le tracce. Anche se “rumors” di appassionati sosterrebbero che poltrone, cristalli, porte e cappelliere si trovino nei magazzini di un demolitore piemontese che li custodirebbe con religiosa cura.

Il costo del restauro, da realizzare con fondi che verranno reperiti tramite bandi di finanziamento europei è stimato tra gli 8 e i 10 milioni di euro. Obiettivo: riportare “Il Settebello” (il nome deriva dal sette di denari delle carte da gioco e dal fatto che è composto da sette carrozze) all’antico splendore, per utilizzarlo come treno turistico d’alto livello.

Il viaggio di trasferimento da Falconara Marittima, dove il treno sostava da anni, si è svolto di notte. Il convoglio, trainato dalla locomotiva E 656-023 giunta appositamente da Pistoia, è stato scortato dal personale tecnico della Fondazione FS. La complessa operazione di trasferimento de “Il Settebello” è stata resa possibile da una meticolosa preparazione tecnica dei carrelli, degli organi di aggancio e del freno, operazioni svolte in collaborazione con Trenitalia e necessarie per garantire la sicurezza del viaggio, in considerazione della prolungata inattività del convoglio.

Il primo elettrotreno ETR 300 “Il Settebello” era stato costruito dalla Breda di Sesto San Giovanni e consegnato alle FS nel 1952. Era un treno assolutamente innovativo per l’epoca. Poteva raggiungere agevolmente i 180 km/h ( e i 200 dopo un “potenziamento della metà degli anni ’80). Ma oltre all’estetica avveniristica e ai contenuti tecnologici, era un vero trionfo del design made in Italy. Sotto la guida dei celebri architetti Giò Ponti e Giulio Minoletti, i migliori professionisti del tempo contribuirono a realizzare gli arredi, gli abbellimenti e le decorazioni degli interni.

Assolutamente rivoluzionaria la sua forma estetica con le testate arrotondate riservate ai salottini belvedere, liberamente a disposizione dei passeggeri. permettevano agli occupanti la visione panoramica frontale, e di coda, del viaggio. In ogni caso ai viaggiatori, al momento dell’acquisto del biglietto, veniva assegnata la prenotazione obbligatoria del posto all’interno di una delle sette vetture dell’elettrotreno. Le due cabine di guida per i macchinisti, sopraelevate e leggermente arretrate su entrambe le estremità dell’elettrotreno, erano estremamente funzionali e garantivano la completa visibilità.

Restauro a Voghera per l’ultimo mitico elettrotreno “Il Se...