Report EY, sofferenza digitale diffusa in tutto il Paese

(Teleborsa) – La “sofferenza digitale” è presente dappertutto, non solo al Sud (in particolare Sardegna, Sicilia, Calabria), ma anche al Nord (Piemonte soprattutto, con zone penalizzate che si ritrovano anche in Lombardia, Veneto e Friuli Venezia Giulia), e soprattutto al Centro (bassa Toscana, Lazio al di fuori di Roma, Marche e Abruzzo). E’ quanto rileva il nuovo report “EY Digital Infrastructure Index” che analizza il livello di efficienza e maturità delle infrastrutture digitali delle 107 province italiane.

L’analisi ha preso in considerazione un set di 30 indicatori, classificati in 3 differenti categorie. Connettività fissa, Connettività mobile e wi-fi, Tecnologie IoT. Gli indicatori prendono quindi in considerazione sia le tecnologie più mature (ADSL, LTE), sia quelle più avanzate (FTTH, 5G) pesando però in maniera significativamente superiore queste ultime, elementi fondamentali per la crescita del Paese e delle sue filiere produttive.

Colpisce – si legge – in particolare “il diffuso ritardo della dorsale adriatica, che sconta una tradizionale minore priorità da parte degli operatori TLC, ed un sistema di utilities locali meno sviluppato rispetto al resto del Paese: Marche, Abruzzo, Molise, fino alla Puglia del Nord, sono tutti territori con indice di infrastrutturazione digitale di molto inferiore alla sufficienza”.

Altra evidenza è “la disomogeneità di territori anche molto vicini tra di loro. Quasi ogni regione ha al proprio interno almeno un’area in forte ritardo, con l’eccezione di Emilia-Romagna, Umbria, Liguria e le piccole regioni alpine, dove prevale il colore verde. E per converso in molte regioni convivono zone di colori opposti, comprese tutte le regioni del Sud, con aree dove i fondi europei per le infrastrutture (non solo Banda Ultra Larga, ma anche Smart Grid per l’efficienza energetica)
sono stati spesi bene.

L’Italia – si legge ancora nel report – “è uno dei pionieri nella sperimentazione del 5G e nell’avvio delle coperture, con oltre il 10% di copertura, anche se la pandemia ha rallentato sensibilmente il processo di deployment.

Le percentuali di copertura dei servizi FTTH si sono più che raddoppiate e nel corso del 2021 e del2022, secondo analisi EY, saranno raggiunti valori ben oltre le medie europee attuali”.

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