Renzi: “Occorre indicare un progetto chiaro per l’Europa e portarlo avanti”

(Teleborsa) – Politica interna e internazionale, lotta al terrorismo, Europa, immigrazione, lavoro, Brexit. E’ un fiume in piena Matteo Renzi che in veste di segretario del PD  ha affrontato ieri la Direzione Nazionale del Partito. 

“Avverto la responsabilità di questo passaggio molto importante per il nostro partito e per la nostra comunità. Vorrei offrire un’occasione di dialogo molto sincera, profonda e franca. La Direzione si svolge dopo le amministrative che non sono andate bene, ma anche dopo Brexit, dopo la più grande strage di civili italiani all’estero, dopo un G7 chiave per la comunità internazionale e dopo la mobilitazione, ognuno avrà le sue opinioni, sulle tasse, tutto mentre si raccolgono le firme sul referendum costituzionale”.

Renzi , parlando del terrorismo ha dichiarato che questo va “combattuto con le armi dell’intelligence ma anche con la difesa dei nostri valori a partire dall’educazione. 

Per quanto riguarda l’Europa, Renzi ha sottolineato:”noi lo diciamo da tempo che l’UE così com’è non va” ricordando come questo suo atteggiamento abbia subito critiche anche nel PD e in Parlamento. All’inizio del 2016 molti giornali del cosiddetto establishment scrivevano che io, prendendo di punta l’UE avrei terminato la mia esperienza politica. Ma la flessibilità non è una concessione all’Italia ma dovere di buon senso per l’UE” ha aggiunto.

Non poteva mancare un accenno del Premier alla Brexit. “Ciò che è accaduto su Brexit farà più male ai britannici che a noi, in fin dei conti. È un clamoroso errore del Regno Unito, l’UE può cogliere l’occasione del referendum britannico per scrivere una pagina nuova”.

Il punto cruciale del discorso di Renzi è stato quello sul Referendum sulle riforme che ci sarà il prossimo autunno. “E’ cruciale, non ho paura di metterci la faccia”.

Parlando di immigrazione, il Premier ha detto: “nell’aprile 2015 quando la Guardia costiera ci dice che si immagina un terribile evento nel Mediterraneo, con possibili settecento morti, cambia la percezione delle priorità in Europa.

Infine, sull’Italia, Renzi ha detto: “la flessibilità da sola non basta. Senza, staremo a leccarci le ferite, ma da sola non serve. Occorre indicare un progetto chiaro per l’Europa e portarlo avanti. L’Europa non è contro l’interesse nazionale, che difendo senza subalternità come è accaduto in passato. Tuttavia deve essere chiaro che ciò che può fare l’Italia non è riaprire le porte del passato, sulle banche o sulla legge Fornero. Il punto è che l’Italia deve proporre una agenda di sviluppo europea che non può essere ignorata”. Renzi si è poi soffermato  sul tema delle banche e definendo “assolutamente ingiustificate e indecenti le polemiche fatte anche da alcuni di noi” sulla scia della demagogia grillina. Salvare i correntisti non significa fare gli interessi delle lobby dei poteri forti”, ha aggiunto Renzi ribadendo di “aver fatto tutto ciò che serviva”. 

Sul mercato del lavoro, Renzi ha sottolineato che la più grande lotta contro il precariato l’abbiamo fatta con il Jobs Act. Può piacere o no ma il Jobs Act ha messo alle corde il precariato. È vero, forse si è parlato poco di povertà, ma non si è mai fatto tanto come in questi anni. La prima forma di lotta alla povertà è la crescita” ha spiegato il Premier.

Infine un accenno alle politiche di contrasto alla povertà e di rilancio del lavoro. Renzi ha dichiarato chinvestimenti, diminuzione delle tasse, mentre  l’idea del reddito di cittadinanza dà “un messaggio devastante”, perché “il problema non è dare una mano a chi non ce la fa, perché tutti i Comuni e lo Stato centrale cercano di farlo; il problema è che è il principio che non funziona. Io non posso aver diritto a un stipendio solo perché sono cittadino: invece ho diritto a che ci si prenda cura di me, ad avere delle opportunità”.

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