Renzi e l’affaire Guidi, “L’emendamento è mio”

(Teleborsa) – Il presidente del Consiglio Matteo Renzi passa al contrattacco sul caso petrolio e, rivolgendosi direttamente alla magistratura, si dice pronto a rispondere a tutte le domande. 

Il premier scende in campo per placare la bufera politica dopo i dettagli dell’inchiesta sul petrolio in Basilicata che hanno portato alle dimissioni del ministro dello Sviluppo economico, Federica Guidi, ma anche per difendere il ministro delle riforme Maria Elena Boschi citata dalla stessa Guidi in un’intercettazione, parlando col compagno, Gianluca Gemelli. 

Secondo quanto emerso dalle intercettazioni, la ministra avrebbe riportato in una telefonata a Gemelli, gli ultimi aggiornamenti a proposito dell’emendamento che il governo stava per inserire nella Legge di Stabilità relativo ai lavori per il centro oli della Total in contrada “Tempa rossa”, a Corleto Perticara (Potenza), nei quali Gemelli stesso aveva interesse essendo alla guida di due società del settore petrolifero. “E poi dovremmo riuscire a mettere dentro al Senato, se è d’accordo anche Maria Elena (Boschi, ndr), quell’emendamento che mi hanno fatto uscire quella notte, alle quattro di notte”. 

“Quell’emendamento è roba mia e lo rivendico con forza”. Così il premier Renzi interviene sui presunti “inciuci” tra il compagno dell’ex ministro Guidi e i dirigenti Total. “Noi non sapevamo delle indagini, ma se qualcuno ha fatto degli illeciti voglio che sia scoperto, chiedo ai magistrati di fare il massimo degli sforzi”, aggiunge il presidente del Consiglio a “In mezz’ora” su RaiTre. Quanto al ministro Boschi “ha fatto il suo dovere”. Le opere pubbliche sono state bloccate per anni e l’idea di sbloccare le opere pubbliche “l’abbiamo presa noi per Tempa Rossa, per Pompei, per Bagnoli e per altre opere”, continua il premier, “quell’emendamento è roba mia”.

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