Relazione AgCom, l’Italia è ultima in UE per uso del web

(Teleborsa) – L’Italia è ancora lontanissima dall’UE in termini di accesso a Internet. Lo conferma l’Authority per le comunicazioni (AgCom) nella relazione annuale presentata oggi al Parlamento dal presidente Angelo Cardani.

La percentuale di popolazione che usa il web è cresciuta solo di tre punti al 60%, confermando il Paese al penultimo posto in Europa. La rete viene utilizzata poco sia per acquisti, che per home banking e video on demand, mentre risulterebbero sopra la media il consumo di contenuti digitali quali musica, giochi e video.

Il 2016 segna anche la rinascita delle telecomunicazioni, dopo un decennio grigio di persistente e continua contrazione: i ricavi sono in aumento dell’1,5% a 53,6 miliardi di euro, mentre la spesa di famiglie e imprese registra una crescita prossima all’1%.
Lo scorso anno si è registrato per la prima volta il sorpasso dei ricavi da servizi dati su quelli da servizi voce, in seguito alla contrazione dei servizi voce (-7,6%) ed al parallelo aumento dei servizi dati (+5,6%).

Grande balzo in avanti della banda ultralarga, su cui l’Italia sta investendo molto: dal 41% delle unità abitative del 2015 si è passati al 72%. Non sono molti però gli abbonati che salgono dal 55% al 12%, restando ancora lontani dalla media europea, anche per la limitata capacità di spesa di famiglie ed imprese.

Quanto agli investimenti, nel 2016 hanno registrano un leggero calo a causa del rallentamento del comparto radiomobile, mentre c’è un boom nelle infrastrutture di telecomunicazioni fisse (+6%). 

Secondo Cardani, “la sinergia pubblico-privato rappresenta un’opportunità per recuperare il ritardo rispetto ad altri paesi europei nella realizzazione delle reti e, di conseguenza, nell’uso di servizi di accesso ad alta qualità da parte degli abbonati”.

Il settore TV conferma il primato di Sky, che resta la prima TV italiana per ricavi nel 2016. Nell’ambito del mercato che vale 8,36 miliardi di fatturato, Sky mantiene la quota maggiore con il 32%). Segue la RAI che sale al secondo posto con una quota prossima al 30% e arretra Fininvest/Mediaset, con una quota del 28%. T

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