Reddito di cittadinanza e Quota 100 in discussione, è scontro tra Conte e Di Maio

Il Movimento 5 Stelle pronto ad opporsi ai piani del Premier Conte, che si è detto intenzionato a cambiare il sistema

Il Reddito di Cittadinanza, così come Quota 100, sono spesso stati messi in discussione dai vari organi di Governo. Sia maggioranza che opposizione hanno avuto da ridire più volte su questi provvedimenti che, di fatto, rappresentano i punti cardine del programma politico di Movimento 5 Stelle e Lega.

Con il Governo Conte bis, però, le cose pare siano destinate a cambiare. Dopo l’approvazione del Dl Fiscale collegato alla Legge di Bilancio 2020 e dopo aver portato a termine i lavori sulla Manovra Finanziaria – evitando così l’esercizio provvisorio – il Premier ha fatto sapere di essere intenzionato a rivedere entrambe le misure.

Reddito di Cittadinanza e Quota 100 non verranno aboliti, o almeno così ha dichiarato il Primo Ministro durante la tradizionale conferenza stampa di fine anno a Palazzo Chigi. L’obiettivo, però, è quello di perfezionare le due misure, rivedendo limiti e correggendo gli errori che negli ultimi 12 mesi non hanno permesso la corretta applicazione delle norme o, al contrario, non ne hanno garantito la buona riuscita.

Delle falle del Reddito di Cittadinanza giornali e media ne hanno già parlato abbastanza, quello che si vuole fare adesso, dunque, è evitare che nel 2020 si ripetano gli stessi errori del 2019. Questa, in concreto, è l’intenzione di Conte che, tuttavia, pare non abbia avuto il beneplacito di Luigi Di Maio. Il leader dei pentastellati, stando a quanto confermano fonti interne al Movimento 5 Stelle, pare essere pronto ad opporsi a qualsiasi tipo di modifica o revisione del sistema sul quale si regge il Reddito di Cittadinanza.

Resistenze forti i Cinque Stelle avrebbero palesato anche contro le intenzioni del Presidente del Consiglio di voler intervenire su Quota 100. Indiscrezioni confermano che Di Maio sembrerebbe voler difendere a tutti i costi quanto è stato fatto da M5s e Lega nei mesi scorsi, poiché non vuole che il lavoro fatto dal Governo giallo verde venga cancellato dall’Esecutivo in carica.

Giuseppe Conte, d’altro canto, in conferenza stampa ha dimostrato di avere le idee chiare a tal proposito. Sul Reddito di Cittadinanza, nello specifico, ha fatto sapere che il suo intendo è quello di migliorare la misura non tanto dal punto di vista assistenziale, ma dal punto di vista occupazionale. Lo scopo, ha spiegato, è quello di combattere la povertà garantendo percorsi di formazione e inserimento lavorativo ai beneficiari del sussidio ma, sopratutto, più risorse ai centri per l’impiego.

D’accordo con il Premier pare essere il Partito Democratico, convinto che un miglioramento possa solo fare bene ai beneficiari e al Paese. I punti da rivedere, secondo i dem, sarebbero quelli relativi alle condizioni di accesso al Reddito di Cittadinanza. Per questo motivo un intervento sui limiti Isee per i richiedenti e un aggravamento delle sanzioni per i casi di frode sarebbero accolti più volentieri dal partito di Zingaretti.

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