Recovery, Pnrr sale a 223,9 miliardi nel testo inviato al Parlamento

(Teleborsa) – “Per uscire da questa crisi e per portare l’Italia sulla frontiera dello sviluppo europeo e mondiale occorrono un progetto chiaro, condiviso e coraggioso per il futuro del Paese” per “ripartire rimuovendo gli ostacoli che l’hanno frenata durante l’ultimo ventennio”. Questa la premessa del presidente del Consiglio Giuseppe Conte al Recovery Plan inviato al Parlamento in queste ore e anticipato dall’Ansa. “Il Pnrr è il cardine di questo progetto, ha una strategia chiara e un orizzonte di lungo periodo” sottolinea Conte affermando che “sul piano ci sarà il massimo impegno del governo”.

Nell’ultima versione inviata al Parlamento, il Piano nazionale di ripresa e resilienza finanziato con i fondi del Next Generation Eu sale a 223,9 miliardi, un miliardo in più rispetto alla bozza entrata in consiglio dei ministri. Ben 700 milioni sono stati attribuiti all’agricoltura sostenibile. Il miliardo aggiuntivo rientra nelle risorse del Recovery e resilience facility e deriva dall’aumento di tre componenti e dal calo di una di esse. Nel dettaglio, la voce “Impresa verde ed economia circolare” guadagna con l’agricoltura sostenibile 700 milioni ed “Efficienza energetica e riqualificazioni degli edifici”, in particolare pubblici, 200 milioni in più (facendo salire la missione “Rivoluzione verde a transizione ecologica” a 69,8 miliardi). “Digitalizzazione, innovazione e sicurezza nella PA” aggiunge 300 milioni in più destinati alla giustizia, mentre il capitolo “Digitalizzazione, innovazione e competitività del sistema produttivo” ne perde circa 200. La missione digitalizzazione, innovazione, competitività e cultura si attesta così a 46,30 miliardi.

“Abbiamo potenziato le capacità di risposta del sistema sanitario e – sottolinea Conte nella premessa al Recovery Plan inviato alle Camere – imparato come modulare le restrizioni per fronteggiare il virus senza imporre costi eccessivi. Abbiamo avviato una campagna di vaccinazione di massa senza precedenti nella storia, che ci consentirà nel giro di un anno di riprendere una vita normale, e questo grazie a uno straordinario sforzo internazionale di ricerca e produzione dei vaccini e a un piano coordinato europeo che garantisce la somministrazione a tutte le persone, iniziando da quelle più fragili e più esposte. Oggi l’Europa e l’Italia devono fronteggiare una nuova ondata epidemica, che sta comportando ulteriori costi economici e sociali, cui il governo ha fatto e sta facendo fronte. Tuttavia – conclude il premier – ora abbiamo gli strumenti per affrontare e superare queste difficoltà”.

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