Recovery Plan, Conte avvia confronti con gli alleati

(Teleborsa) – Aggiornare i lavori di preparazione del Recovery Plan. Con questo l’obiettivo il presidente del Consiglio Giuseppe Conte, accogliendo il pressing del Pd sulla messa e punto del Piano di Ripresa e Resilienza, avvia oggi il confronto con le delegazioni delle singole forze di maggioranza. Alle 16 il premier incontrerà a Palazzo Chigi, insieme ai ministri per gli Affari europei Vincenzo Amendola e dell’Economia Roberto Gualtieri, la delegazione del Movimento 5stelle. Alle 19 la delegazione del Partito democratico. Domani sarà, invece, il turno delle delegazioni di Italia Viva e Liberi e uguali.

“Con la manovra è stata data una grande dimostrazione di responsabilità da parte del Parlamento, che ha visto l’apporto costruttivo di una maggioranza coesa e un dialogo proficuo con le opposizioni. È con questo spirito unitario che deve proseguire il cammino della Legge di Bilancio e il lavoro per il varo del Recovery plan, per un’Italia più forte e più giusta” ha affermato ieri sera, dopo il via libera della manovra da parte della commissione Bilancio della Camera, Gualtieri. “Spirito unitario” che in vista del confronto sul Recovery Plan non sembra, tuttavia, essere condiviso dal fronte renziano. “Nessuno ci ha convocato. Se il cambio di metodo che chiedevamo è che dobbiamo apprendere di riunioni dagli sms di Casalino non hanno capito cosa stanno rischiando”, hanno commentato fonti di Iv.

Nonostante la bagarre politica degli ultimi giorni, per Gualtieri, “il lavoro complesso sul Recovery non deve fermarsi, ma anzi deve accelerare. Siamo fermi in Consiglio dei ministri dal 7 dicembre per una verifica politica di cui ancora non si vede via d’uscita”, spiega il titolare del Mef. Sulla stessa linea il ministro per gli Affari europei. “Il mio partito con il segretario Nicola Zingaretti – afferma Amendola – ha detto chiaramente che per noi questo impasse è deleterio”.

Anche se non è facile, per giungere a un’intesa lo schema delle risorse previsto nel Piano di Ripresa e Resilienza va cambiato. I 9 miliardi destinati alla Sanità, ad esempio, vanno aumentati, se Conte vuole davvero uscire dalla tenaglia M5S-Pd-Iv sul Mes sanitario. Anche se Gualtieri precisa che, nella bozza del piano, le risorse effettivamente previste per la sanità “sono 16 miliardi”. In vista dell’avvio dei confronti si parla, tuttavia, di una possibile e sostanziale apertura di Conte sia sul Piano che sulla questione task force. L’ipotesi è quella di un compromesso che vede una cabina di regia con poteri ridotti e un maggiore controllo previsto per il Parlamento. In discussione anche lo schema dei 6 top manager. Ma, al momento, a Iv non sembra bastare.

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