Recovery Plan, Ance: così non va, servono riforme strutturali

(Teleborsa) – Per Ance, l’associazione nazionale dei costruttori edili, il Recovery Plan così come è stato varato dal governo non può funzionare. È la posizione espressa dal presidente Gabriele Buia in audizione davanti alle commissioni Bilancio e Ambiente della Camera proprio sul piano da presentare alla Commissione europea.

“È una raccolta di idee e programmi non coordinati tra loro che difficilmente” potranno portare a quelle “riforme strutturali che l’Europa ci chiede e che il nostro Paese aspetta purtroppo da decenni”. Per garantire la crescita, l’occupazione e ristabilire la fiducia “occorrono decisioni immediate, lungimiranti e coraggiose in grado di invertire la rotta”. Per l’Ance sono tre le linee di intervento su cui si dice pronta a un confronto: il metodo di Governance – “cabina di regia presso palazzo Chigi composta dalle istituzioni competenti con pieni poteri decisionali” – i tempi di erogazione delle risorse – “la realizzazione dell’opera secondo un cronoprogramma definito e vincolante” – e programmi prioritari, “un grande piano di rigenerazione urbana per ripensare e adattare le nostre città alle nuove esigenze sociali, economiche e tecnologiche” e un “vero piano di messa in sicurezza del territorio e delle infrastrutture”. A queste priorità il presidente di Ance aggiunge la proroga del superbonus 110%, “una grande opportunità per la riqualificazione in chiave di sostenibilità del patrimonio edilizio italiano esistente”.

Giudizio molto severo anche sul Codice degli Appalti. “Come dimostrano il frequente ricorso alle figure commissariali e le continue deroghe, ha fallito il suo compito e sarebbe ora di voltare pagina”, ha dichiarato Buia.

Per il presidente dell’Ance occorre inoltre una netta inversione di tendenza anche su altri due temi “di carattere sistemico”. Il primo riguarda la riforma della Pubblica Amministrazione, perché “é la madre di tutte le riforme per la crescita economica e per il settore delle costruzioni che impatta sempre con la P.A. sia nel mercato pubblico sia nel mercato privato”, il secondo è la Giustizia: “oggi il malfunzionamento del sistema della giustizia frena imprese e cittadini. Occorre ribaltare l’approccio attuale che si basa sulla presunzione di colpevolezza. I provvedimenti devono essere pensati per tutelare le persone oneste, non per trattare tutti come malfattori”.

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