Recovery Plan al Sud, Giosy Romano: “Non ripetere errori fondi strutturali”

(Teleborsa) – Quando si parla di rilancio del Sud, la premessa è sempre :“i soldi vanno spesi bene”. E finora questa frase ha impedito di spenderli”. Così il Presidente del Confederazione Italiana per lo Sviluppo Economico e Presidente di ASI Napoli, Giosy Romano nel sottolineare che il risultato finale è quello “di far precipitare le regioni del Mezzogiorno in un baratro difficile da risalire”.

Serve, insomma, un cambio di passo. E in quest’ottica, il Governo Draghi verso il quale, sottolinea Romano, “c’è molta fiducia” è sinonimo di garanzia. Incoraggiante il discorso del Ministro dell’Economia Franco davanti alle Commissione di Camera e Senato.

Confortante – rileva Romano – la conferma nel considerare il rilancio del Sud una priorità del Paese e uno dei punti principali del Recovery Plan; illuminante perché sottolinea che il piano che verrà presentato all’Europa implicherà un necessario cambio di passo nel modo di impiegare le risorse europee. Molto importante il monito a non ripetere ciò che non è avvenuto in passato con i fondi strutturali: su 73 miliardi da utilizzare per progetti innovativi fino al 2023, solo 50 sono stati impegnati e appena 23 spesi”.

“La preoccupazione del Governo – sottolinea Romano – è quella che il CISE ha da tempo paventato: dobbiamo saper spendere i 191 miliardi del Recovery Fund ( a gennaio erano 209) e per evitare il ripetersi degli errori fatti con i fondi strutturali bisogna rafforzare le strutture tecniche e operative deputate all’attuazione degli interventi”.

Romano poi pone l’accento su un’altra questione particolarmente interessante. “Spesso i progetti sono mal formulati – sottolinea – ma è necessario semplificare da subito le procedure e ridurre i termini per la realizzazione delle opere , soprattutto nel settore delle infrastrutture”. Non è – prosegue Romano- il modello Morandi da più parti invocato, ma la pura e semplice presa di coscienza del fatto che i progetti non si realizzano senza semplificazione procedurale”.

Strategica – prosegue Romano – la riforma della Pubblica Amministrazione sollecitata dall’Europa per erogare i fondi del Recovery. “Tutto passa da lì”, sottolinea il Presidente del CISE per il quale e proprio in questa ottica “sarebbe utile rivedere i meccanismi che sono alla base della creazione di zone economiche speciali (ZES) dove possono essere erogati benefici fiscali importanti e leggi speciali per le aziende che investono”.

DALLA VOLONTA’ ALLA PRATICA, NON SPRECARE ULTIMA OCCASIONE -“Le Regioni del Sud ne hanno in cantiere 5 tra Campania, Sicilia, Calabria, Puglia e Basilicata, per ora solo indicate sulla carta, ma non potranno restare scatole vuote. sarebbe opportuno in questa fase dove si parla di europa ( in alcuni paesi le ZES sono già na realtà) che i ministeri economici e quello per il Sud diano un forte impulso alla partenza delle zone economiche speciali, creando una cabina di regia che tenga conto delle peculiarità delle singole regioni”, conclude Romano sottolineando che “tra Recovery Plan e Zes il Mezzogiorno ha forse l’ultima occasione per rinascere: la volontà del Governo è stata espressa, ora bisogna passare alla pratica, in tempi record”.

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