Recovery, Gentiloni: “Necessario impegno straordinario per rafforzare Piano”

(Teleborsa) – “L’Italia è tra i 20 paesi che hanno inviato la bozza del Recovery Plan. Un ritardo nuocerebbe certamente ma al momento non siamo gli ultimi della fila, siamo perfettamente in grado di rispettare i tempi di consegna formale entro la fine di aprile. Nelle prossime settimane ci vuole, però, un impegno straordinario perché abbiamo perso parecchio tempo con l’ultima crisi”. Intervistato da Bruno Vespa nel corso della registrazione di Porta a Porta, il commissario europeo all’Economia Paolo Gentiloni si mostra ottimista. “Sono certo – ha affermato Gentiloni – che il governo darà un impulso per migliorare e rafforzare questo piano”.

Parlando delle misure necessarie per superare la crisi il commissario Ue si è detto certo che “rimarrà da parte di Commissione e Bce un messaggio molto chiaro di continuare a sostenere le nostre economie, togliere troppo presto questo sostegno significherebbe ripetere l’errore della crisi di dieci anni fa quando la stretta prematura ha provocato conseguenze economiche gravi, una doppia recessione. Sicuramente – ha aggiunto – continueremo a incoraggiare i Paesi a sostenere le loro economie fino a che sarà necessario. Ho ascoltato la Bce dire in queste ore che è più pericoloso ritirare gli stimoli troppo presto che farlo troppo tardi. Serve grande cautela sia perché non possiamo permetterci il rischio di una seconda recessione sia perché i grandi attori globali stanno dando un fortissimo stimolo alle loro economie, pensiamo a Usa e Cina, e l’Unione europea non può restare indietro”.

Sul fronte dei vaccini Gentiloni ha definito un “grave errore” l’eventuale acquisto in autonomia dei vaccini anti-Covid da parte di ciascun paese dell’Unione europea. “Quasi tutti, forse tutti i Paesi Ue ci rimetterebbero in termini di quantità e di costi” ha sottolineato il commissario agli Affari economici. “In queste settimane – ha affermato Gentiloni – abbiamo un problema di ritardi nella produzione dei vaccini e questo non si risolve dicendo ‘me li compro io’. Stiamo cercando di vedere con diverse aziende farmaceutiche francesi, italiane, tedesche e del Belgio se si può riuscire, trasformando alcune catene di produzione, a rafforzare la capacità produttiva dei vaccini, il problema è semplicemente quello. I vaccini funzionano, i risultati sono molto positivi ma la capacità produttiva è piuttosto lenta. Abbiamo distribuito circa 25 milioni di dosi, arriveremo a 110 milioni nel primo trimestre a 400-420 milioni nei primi sei mesi dell’anno: dobbiamo cercare di fare ancora di più per arrivare a fine estate al 70% di popolazione vaccinata”.

© Italiaonline S.p.A. 2021Direzione e coordinamento di Libero Acquisition S.á r.l.P. IVA 03970540963

Recovery, Gentiloni: “Necessario impegno straordinario per raffo...