Recovery, Gentiloni all’Italia: puntare su riforme e rispettare tempi

(Teleborsa) – La bozza di Recovery Plan presentata dall’Italia appare “coerente” con gli obiettivi di Next Generation Eu, restano però diverse “piste” su cui bisogna lavorare. La prima è “la qualità e la selezione degli investimenti. Una seconda pista è quella che riguarda le riforme”. Così il commissario europeo all’Economia, Paolo Gentiloni durante una audizione alle commissioni Bilancio e Politiche Ue della Camera.

Riforme, chiarisce, “collegate alle raccomandazioni UE specifiche per Paese del 2019. Per l’Italia sono questioni credo all’attenzione dei governi da molti anni e su cui è difficile non concordare, ma naturalmente non è facile agire: lotta all’evasione – ha detto – regole sulla concorrenza, tempi della giustizia civile, qualità della PA, politiche del lavoro e c’è anche qualche altro elemento”.
Terzo (ma non ultimo) aspetto “riguarda obiettivi e tempi di attuazione di questo piano. Ci tengo a sottolinearlo perchè è chiaro che questa sfida è in particolare sul nostro Paese – ha rilevato ancora Gentiloni nel rilevare che “i due paesi che hanno maggiori benefici assoluti da Next Generation Eu, Italia e Spagna, sono anche quelli che hanno più difficoltà a assorbire i fondi Ue”.

Per Gentiloni, inoltre, “il successo del piano di rilancio europeo post shock pandemico, Next Generation Eu “può essere la premessa per utilizzarlo in modo diverso, per altri obiettivi”. Osservando che siamo certamente in presenza di una “decisione straordinaria” è altresì evidente – ha spiegato – “che quando una cosa di questa portata viene introdotta, se funziona, se ha successo, può essere replicata. Questo, credo, sia fondamentalmente vero anche per Next Generation Eu”.

Parlando dei piani nazionali di ripresa e di resilienza più nel dettaglio, finora alla Commissione europea sono arrivate “bozze” da “una ventina di Paesi”, ma “nessuno dei 27 ha ancora inviato dei piani definitivi”. “Lavoriamo – aggiunge – perché sia possibile erogare” il prefinanziamento, nella misura del 13% delle risorse previste dalla Recovery and Resilience Facility, “prima della pausa estiva”.

Il virus, intanto, continua a correre. A fronte di una decelerazione sull’insieme dell’Unione europea, “i contagi sono in crescita in 11 dei Paesi”, rileva l’Eurocommissario per il quale “c’è ancora molto da fare anche per restituire fiducia all’economia”. “E molto di questo – ha detto – dipende dalla capacità di accelerare, superando anche i ritardi da parte europea, e affrontando tutte le capacità organizzative, per cercare di andare il più rapidamente possibile con le vaccinazioni”.

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