Recovery Fund, tensione maggioranza su cabina regia

(Teleborsa) – E‘ ancora alta tensione sul Recovery Fund in Europa come in Italia. Nel primo caso, l’UE sta tentando di aggirare il veto di Polonia ed Ungheria sul piano Next Generation EU, che contiene anche il Recovery, mente l’Italia è alle prese con le tensioni politiche generate dalla governance della cabina di regia istituita per l’attuazione del Piano di ripresa e resilienza e l’impiego delle risorse europee.

Berlino: sbloccare piano, riardi irresponsabili

L’accordo sul Recovery Fund e sullo stato di diritto è stato raggiunto a luglio da tutti gli stati europei – ha ricordato il Presidente di turno del Consiglio europeo, il Ministro tedesco Michael Roth, ribadendo che “sarebbe irresponsabile ritardare ulteriormente questo sostegno” che è “fondamentale per molti stati membri”.

Per tutta risposta il Premier polacco Mateusz Morawiecki, in una intervista a La Stampa, ha sottolineato che “la minaccia di sanzioni finanziarie relative al non rispetto dello stato di diritto” viene utilizzata come strumento nei negoziati, ed ha ipotizzato che dietro la questione del meccanismo dello stato di diritto “si nascondono decisioni politiche arbitrarie” che rappresentano una “minaccia per ogni Stato membro e, in futuro, per tutta l’Ue”.

Italia: maggioranza divisa su Piano Conte

E mentre in Europa si discute su come rendere operativo il Recovery Plan, la maggioranza di Governo resta divisa sul Piano Conte, che definisce la governance della task force che si occuperà di dare attuazione al Piano di ripresa e resilienza italiano. Un modello a tre livelli che non è stato condiviso da tutte le forze di maggioranza e che ieri sera, nella riunione pre-Consiglio, ha trovato l’opposizione di Italia Viva sulla cabina di regia, che sarà disciplinata da un decreto ad hoc.

Il Consiglio dei Ministri, sospeso dopo la conferma della positività al Covid della Ministra Lamorgese, si riunirà oggi per mettere a punto gli ultimi dettagli dei saldi e della governance.

Dalla bozza intanto emerge che la cabina di regia sarà sviluppata in tre livelli, un primo livello di indirizzo politico formato dal Premier, dal Ministro dell’Economia e da quello dello Sviluppo economico. Al secondo livello una struttura di missione con 6 manager, ciascuno a capo di una macro-area, che potrà a sua volta avvalersi di 15 tecnici, al terzo livello, che avranno il compito di seguire i progetti.

Il Piano nazionale di ripresa e resilienza, alimentato dai 209 miliardi stanziati da Bruxelles, intende intervenire su sei aree: innovazione, transizione ecologica, infrastrutture e trasporti, istruzione, formazione e ricerca, parità sociale di genere e territoriale, salute.

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