Recovery Fund per attuare il Green Deal. EY seleziona 1.000 progetti verdi

(Teleborsa) – Spendere le risorse del Recovery Fund per attuare il Green Deal e creare immediatamente valore sociale, ambientale ed economico nel quadro della ripresa post-Covid.

La proposta arriva da Ernst and Young, che ha pubblicato il rapporto “A Green Covid-19 Recovery and Resilience Plan for Europe”, identificando oltre 1.000 progetti verdi che possono essere messi rapidamente in cantiere grazie alle risorse messe in capo dall’UE. Si tratta di progetti già in fase di sviluppo, che rappresentano solo una frazione di tutti progetti green che sono in fase di sviluppo in Europa.

Secondo la società di consulenza questi progetti , che implicano investimenti per circa 200 miliardi pubblici e privati, potrebbero creare occupazione ed accelerare la transizione verso un’economia sostenibile a zero emissioni di gas serra.

I benefici

I progetti selezionati dalla società di ricerca potrebbero impiegare in attività produttive e sostenibili tutti i 12 milioni di lavoratori a tempo pieno che hanno perso il loro lavoro a causa del Covid-19 e creare più di 2 milioni di nuovi posti di lavoro.

Porteranno inoltre benefici ambientali, evitando le emissioni di 2,3Gt di gas serra, migliorando la qualità dell’aria, riducendo l’inquinamento acustico, garantendo l’indipendenza energetica e la sicurezza alimentare.

Circa il 30% dei progetti elencati sono sviluppati da start-up e PMI, molti dei quali sono progetti innovativi, come soluzioni per la mobilità sostenibile, idrogeno verde, bonifica del territorio e materiali da costruzione a bassa emissione di gas serra. E proprio questa caratteristica dimensionale implica che oltre il 20% dei progetti è su piccola scala, in quanto richiede investimenti fino a 5 milioni di euro.

L’Europa dell’Est in prima fila

I paesi dell’Europa centrale e orientale ottengono ottimi risultati quanto a progetti di decarbonizzazione: la Croazia e la Slovacchia hanno il più alto rapporto di progetti pro capite e hanno superato le grandi economie come la Francia o la Germania nella produzione di progetti.

Diversi progetti sono localizzati in aree di transizione dal carbone, suggerendo chiare opportunità per trasformare tali regioni in modo verde e resiliente.

L’Italia concorre con 95 progetti

In Italia i progetti individuati sono 95 di cui 29 nel settore energetico, 15 nei trasporti, 13 di progetti di uso del suolo e agricoltura, 23 per l’industria e l’economia circolare, 16 nel settore delle costruzioni. Con questi progetti si stima che si potrebbero creare subito 120mila posti di lavoro.

Fra i mille progetti ve ne sono due di Enel per complessivi 1,8 miliardi di euro. Il progetto “3SUN Gigafactory: an Italian sustainable Gigafactory for PV modules” di Enel Green Power e dei suoi partner in Italia richiede un investimento di 400 milioni di euro, per la creazione di una fabbrica che dovrebbe aumentare la produzione di 3SUN di EGP a oltre 3 GW l’anno dagli attuali 200 MW l’anno, cogliendo la straordinaria opportunità offerta dalla tecnologia a eterogiunzione. L’altro progetto è in Spagna, sviluppato dalla controllata Endesa a Teruel, e si propone di convertire una centrale a carbone con 1.585 MW di solare e 140 MW di eolico, insieme a sistemi di accumulo a batteria per un totale di 160 MW, con un investimenti di 1,4 miliardi di euro.

(Foto: © malp/123RF)

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