Recovery e rilancio Sud, Giosy Romano (CISE): svolta passa da miglioramento capacità spesa

(Teleborsa) – “Per colmare il divario ormai insostenibile tra Nord e Sud – questione sulla quale ha posto l’attenzione il Presidente del Consiglio Draghi – serve una strategia complessiva che, come conferma il Ministro dell’Economia, Franco deve passare per il miglior utilizzo anche dei fondi strutturali europei e di quelli per lo sviluppo e la coesione“. E’ quanto ha dichiarato Giosy Romano al termine degli Stati Generali, convocati dal Ministero per il Sud e la coesione territoriale.

Parlando dei miliardi in arrivo dall’Europa da destinare al Mezzogiorno che serviranno anche ad ammodernare finalmente le infrastrutture, il Premier ha avvertito che bisogna migliorare la capacità di spendere. La Confederazione per lo sviluppo economico dalla sua nascita si batte per raggiungere questo risultato”, dice Romano.

La strada è lunga e con grande probabilità andrà ben oltre l’arco temporale definito dal PNRR 2021 – 2027 ma ormai è “imboccata e deve portare alla rinascita delle regioni meridionali. Se anche la locomotiva Sud “diventa strategica per guidare la crescita del Paese, per camminare avrà bisogno di ferrovie, strade e porti per le attività economiche alle prese con la concorrenza internazionale. Senza contare che sul divario Nord/Sud pesano da sempre come un macigno le allarmanti percentuali delle opere non completate”.

Imperativo categorico, cambiare passo e, quindi, fare tesoro delle esperienze passate, evitando di commettere i medesimi errori. “Il fallimento delle gestioni passate non ci permette di ripetere gli errori nella modalità di gestione dei fondi nazionali ed europei , fin qui anche scarsamente impiegati. La nostra idea – afferma il Presidente del CISE “è quella offerta dal Regolamento Europeo 1303/2013 (Art.123) che prevede l’affiancamento delle singole autorità di gestione con organismi intermedi. In sostanza, l’utilizzo di questo capitale umano potrebbe essere paragonato all’attività di quell’imprenditore che prende a noleggio per il tempo strettamente necessario, un macchinario altrimenti irreperibile sul mercato e per il quale la fabbricazione ex novo, sarebbe inconciliabile con i tempi per l’utilizzo delle risorse”.
“La Confederazione per lo sviluppo economico (CISE) con le strutture dei singoli enti pubblici economici , che operano quotidianamente sul campo, sono già pronte a partire e a disposizione delle Regioni del Sud”, rileva ancora Romano sottolineando che “contemporaneamente va fatta una scommessa di responsabilizzazione di ciascun operatore pubblico”.

“Senza una seria riforma della pubblica Amministrazione e una semplificazione del Codice degli Appalti, gli obiettivi del Recovery Plan italiano saranno più difficili da centrare. Bisogna ridurre al massimo il contenzioso nelle gare di appalto introducendo , come già nell’appello del rito civile, una sorta di filtro sull’ammissibilità dei ricorsi e sulla loro fondatezza. Anche in questo caso ci parterremmo avanti con il lavoro della riforma del codice civile, che ci chiede l’Europa”.

ADESSO O MAI PIU’ – “Gli Stati generali per il Sud e le tante proposte per ripartire passano dalla visione unitaria di tutta l’area meridionale” -ribadisce il Presidente Romano. Qui si inserisce la proposta del CISE per una nuova mobilità che parta dal raccordo strutturale e logistico tra le singole aree industriali e che tenga conto della partenza più spedita delle ZES. Sono le zone economiche speciali, che stanno nascendo in Campania, Sicilia, Puglia, Basilicata e Sardegna per attrarre nuovi investimenti, nuove produzioni e un susseguente, grande movimento di persone e di merci. Le nuove infrastrutture ( ferrovie e porti) saranno decisive per lo sviluppo delle ZES e di tutte le regioni meridionali, ora o mai più”.

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