Recovery e istruzione, 6 riforme e investimenti cruciali per futuro Paese

(Teleborsa) – Più risorse per l’istruzione e la ricerca, elemento chiave della transizione sostenibile e della ripresa post pandemia. Sono necessari investimenti che saranno finanziati dal PNRR secondo linee d’intervento che “mostrano il pieno rispetto degli obiettivi concordati in sede europea”.

Quanto alle 6 riforme da realizzare entro il 2022 – “tutte in via di approvazione” – si concentrano sulla formazione dei giovani, a partire dalla riforma degli istituti tecnico professionali, l’introduzione di lauree abilitanti, la revisione delle classi di laurea, l’orientamento attivo nella transizione scuola-università, senza dimenticare i dottorati per proseguire con .

E’ quanto emerso al termine della prima cabina di regia sul Recovery Plan incentrata su educazione, scuola ed università, la missione 4 intitolata “Istruzione e Ricerca”. Al tavolo presieduto dal presidente del Consiglio Mario Draghi, affiancato dal ministro dell’Economia Daniele Franco e dal sottosegretario alla presidenza Roberto Garofoli, hanno partecipato i ministri coinvolti, quello dell’Istruzione, Patrizio Bianchi, la titolare dell’Università e Ricerca Maria Cristina Messa, quella della Famiglia Elena Bonetti, quella del Sud Mara Carfagna e quella degli Affari regionali Mariastella Gelmini.

“Istruzione e ricerca sono determinanti. E il premio Nobel a Parisi lo conferma, ha fatto capire le potenzialità di ricerca e scienza”, ha affermati il Premier Mario Draghi in conferenza stampa, aggiungendo che i progetti legati alla scuola e alla ricerca sono cruciali per garantire il “futuro del Paese”.

Bianchi: investimenti per 13 miliardi su scuole e 5,4 miliardi di didattica

Il PNRR prevede investimenti di 13 miliardi per le scuole e 5,4 miliarid per la didattica. Il Ministro dell’Istruzione Patrizio Bianchi ha spiegato “sugli investimenti abbiamo due ambiti molto chiari: uno è gli ambienti per la nuova didattica, molto più partecipata e laboratoriale, l’altro i contenuti della nuova didattica”.

Il titolare di Viale Trastevere ha poi annunciato che sono pronti bandi per circa 5 miliardi entro novembre: 3 miliardi per asili e scuole infanzia, 400 milioni per le mense, 300 per le palestre, 800 perle nuove scuole e 500 per la ristrutturazione degli istituti esistenti.

“Una grande attenzione – ha sottolineato Bianchi – sarà posta alla scuola dell’infanzia, ma in particolare agli asili nido, alle mense scolastiche, alle palestre, alla messa in sicurezza delle scuole, alla scuola 4.0” e, ancora, “all’estensione del tempo pieno, alla riduzione dei divari territoriali, alla riforma degli Its, alla didattica digitale integrata ed alla formazione digitale”.

Il Ministro ha parlato anche degli insegnanti, affermando “bisogna ridare dignità al mestiere” ed anticipando che le riforme mettono “al centro le persone, quindi gli studenti e i docenti”.

Bianchi ha preannunciato anche un “contenimento” delle quarantene a scuola, tramite “l’omogeneizzazione dei comportamenti” relativi ai casi di contagio da Covid a scuola.

Messa: 6 miliardi di finanziamenti per la Ricerca

Per quanto concerne la Ricerca i progetti si inseriscono nelle aree di attività più innovative e aderenti alle sfide future del pianeta, come per esempio, rischi ambientali, scenari energetici del futuro, intelligenza artificiale e neuroscienze, biodiversità.

Lo ha spiegato la titolare dell’Università Maria Cristina Messa, indicando che vi sono 6 miliardi di finanziamenti, di cui 5 da mettere a bando entro quest’anno. Sono previsti circa 60 progetti, di cui il 40% riservato a donne ricercatrici e gli enti che si manifesteranno per la formazione delle filiere dovranno dimostrare di avere all’interno un bilancio di genere o una valutazione sulla parità di genere.

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