Recovery, Confapi: “Formazione e riforme per far correre l’Italia”

(Teleborsa) – “Il sostegno del Recovery Fund non è gratis, quindi occorre sfruttare in modo saggio le risorse in arrivo. Propedeutiche a qualsiasi credibile progetto di rilancio sono le riforme. Innanzitutto quelle del welfare e della giustizia civile, insieme a quella della Pubblica amministrazione, che deve passare attraverso un vero processo di rinnovamento del capitale umano sostenuto dalla digitalizzazione”. È quanto sottolinea Confapi in una nota al termine dell’audizione in Commissione Bilancio al Senato sul Piano nazionale di ripresa e resilienza.

“Se la parola chiave per rendere il piano efficace è competitività, – afferma Confapi – ad essa va data sostanza con nuove politiche attive del lavoro e formazione. In questo momento assume particolare importanza aumentare e rafforzare il ruolo dei fondi interprofessionali nella formazione continua e ridisegnarne un ruolo centrale all’interno del sistema delle politiche attive del lavoro. Il 70% della formazione delle Pmi infatti transita da questo strumento imprescindibile a supporto delle imprese”.

Per Confapi è necessario “sostenere il Made in Italy attraverso il supporto alle filiere produttive, straordinario moltiplicatore che consente anche alle imprese minori di crescere e di consolidarsi in mercati nazionali e internazionali. Accanto alle grandi aziende – evidenzia la Confederazione italiana della piccola e media industria privata – ci sono migliaia di piccole e medie industrie italiane che contribuiscono alla realizzazione dei loro prodotti e ne costituiscono la filiera produttiva. Occorre semplificare dal punto di vista normativo gli strumenti che permettono collaborazioni e aggregazioni tra imprese nell’ambito di filiere, favorendo la condivisione di risorse e competenze”.

In tema di innovazione Confapi rileva la necessità di “destinare fondi alle start up, in modo da creare un ecosistema innovativo, attraverso un piano organico simile alle French Tech francesi, coinvolgendo Cdp per la parte investimenti e trasferimento tecnologico, ma anche acceleratori, università e soprattutto le Pmi radicate sul territorio. È inoltre importante – conclude la nota – equiparare gli investimenti in start-up da parte delle aziende agli investimenti in ricerca e sviluppo con le connesse agevolazioni”.

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