Recovery, Bankitalia: “Servono riforme e governance adeguata”

(Teleborsa) – Le risorse del Recovery plan devono essere usate “in maniera produttiva” altrimenti l’Italia si ritroverà con più debito pubblico. Questo il monito che arriva dal capo del servizio Struttura economica della Banca d’Italia, Fabrizio Balassone. In un’audizione in parlamento sul Piano nazionale di ripresa e resilienza (Pnrr) Balassone ha sottolineato che “le maggiori risorse rese disponibili dal programma europeo a condizioni vantaggiose andranno comunque restituite e se non saranno impiegate in maniera produttiva, i problemi del paese non saranno alleviati ma accresciuti dal maggiore indebitamento”.

Per via Nazionale l’attuazione del Piano va collocata nella “prospettiva di una strategia di progressiva riduzione del peso del debito pubblico sul PIL”. Con le risorse del Recovery plan secondo le stime di Bankitalia il livello del PIL può aumentare fino a quasi due punti percentuali entro il biennio 2023-24, un valore sostanzialmente in linea con quanto indicato nella bozza del Piano sullo stesso arco temporale.

“La bozza di Piano ora in discussione – ha spiegato l’economista della Banca d’Italia – prevede il pieno utilizzo delle risorse di Next Generation Eu, ma limita a circa 124 miliardi di euro quelle destinate a finanziare progetti aggiuntivi e ipotizza che oltre il 70% di tali risorse sia destinato al finanziamento di investimenti pubblici e di altre spese in conto capitale. Alla luce delle informazioni rese disponibili dopo l’audizione di settembre, si può ora ragionevolmente ipotizzare che gli interventi sarebbero relativamente concentrati intorno alla metà del periodo di esecuzione del piano”. Per Balassone “il conseguimento di significativi guadagni di produttività è possibile, è uno degli obiettivi di fondo di Next Generation Eu ma richiede estrema attenzione alla qualità delle misure e delle riforme che le accompagneranno. Alcune valutazioni riguardo all’efficacia degli interventi di sostegno all’innovazione eseguiti in passato – ha aggiunto – suggeriscono che l’adozione di nuove tecnologie e l’investimento in ricerca e sviluppo possono avere ricadute positive anche molto rilevanti sulla produttività totale dei fattori e sul potenziale di crescita dell’economia. Questi effetti andranno potenziati con quelli che potranno derivare dalle riforme della giustizia e della pubblica amministrazione, nonché dagli investimenti in capitale umano”.

Per utilizzare in maniera efficiente le risorse del Recovery plan – ha sottolineato Balassone – è necessaria una governance adeguata. “Lo scenario definito nella bozza del Piano nazionale di ripresa e resilienza è molto impegnativo in termini di capacità di progettazione e di esecuzione. Esso prevede – ha affermato l’economista – interventi aggiuntivi rispetto al tendenziale per oltre un punto percentuale del PIL in media all’anno durante i sei anni del programma. Gli effetti moltiplicativi di tali interventi saranno tanto maggiori quanto più sarà efficiente l’impiego delle risorse. Per questo serve una netta discontinuità con il passato, una struttura di governo degli interventi adeguata alla complessità dell’impresa”.

Nel dare attuazione al Recovery plan sarà, dunque, indispensabile fare le riforme, perché per il rilancio dell’economia non basta il solo aumento della spesa pubblica. Secondo il capo del servizio Struttura economica della Banca d’Italia “il solo aumento della spesa pubblica non è sufficiente a fornire il necessario incentivo a un aumento duraturo dell’accumulazione privata, indispensabile ad assicurare più elevati livelli di crescita. Serve piuttosto la massima attenzione nella definizione puntuale degli interventi e nella gestione della loro realizzazione. Occorre inoltre – ha proseguito Balassone – dare corso a un insieme di riforme che possa sostenere il processo di sviluppo oltre il breve termine, migliorando l’efficacia dell’azione pubblica, l’ambiente in cui si svolge l’attività di impresa, il funzionamento del mercato del lavoro. Su questo le indicazioni presenti nella bozza del Piano non sono ancora adeguatamente sviluppate. Si tratta però di una componente cruciale, da completare nei tempi molto stretti previsti nell’ambito di Next Generation Eu”.

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