Re Italy, alla Borsa di Milano arrivano gli Stati Generali del Real Estate

(Teleborsa) – Conto alla rovescia a Milano per gli Stati Generali del Real Estate. RE ITALY Convention Days 2019 – la due giorni organizzata da Monitorimmobiliare in programma il 4 e il 5 giugno prossimi in Borsa Italiana a Milano – vedrà la partecipazione del 95% delle società del settore con un fatturato superiore ai 20 milioni di euro e il 98% dei fondi immobiliari oltre ai rappresentanti di più di 300 aziende tra cui: Generali, Coima Res, Dea Capital, Intesa SanPaolo, Bnp Paribas, Sorgente, Hines, Banca d’Italia, Demanio, Prelios, Kryalos, Cdp, Poste Italiane.

La Convention, a cui sono attesi oltre 2mila partecipanti, costituirà un momento di confronto importante tra i principali rappresentanti del settore, dalle associazioni di categoria agli operatori, e le istituzioni. Tra i presenti vi saranno, infatti, il ministro per la pubblica amministrazione Giulia Bongiorno, gli ex ministri dell’Economia Pier Carlo Padoan e Giulio Tremonti, l’amministratore delegato di Invimit Giovanna Della Posta, il presidente di Confedilizia Giorgio Spaziani Testa, il presidente di Assoimmobiliare Silvia Rovere (Ad Morgan Stanley sgr) e le rappresentanze dei 40mila agenti immobiliari italiani (Fimaa, Fiaip e Anama).

Tra i temi al centro della discussione l’evoluzione e le opportunità del mercato immobiliare italiano; i passi in avanti delle banche nella gestione degli Npl; la semplificazione normativa e l’adeguamento delle norme al mondo che cambia; gli scenari d’investimento e le prospettive per il 2019 delle agenzie di rating e della finanza immobiliare oltre ad approfondimenti sugli investimenti alternativi e sugli investitori stranieri in Italia in un settore in forte fermento come quello immobiliare.

In occasione dell’evento Nomisma presenterà il nuovo Rapporto sui fondi immobiliari. Dai dati chiave evidenziati dallo studio emerge un aumento in Italia, tra il 2017 e il 2018, del numero di fondi immobiliari pari a 60 unità, di cui 33 iniziative riservate a investitori istituzionali e 27 riservati ma con leva su base sostanziale (cioè quelli in precedenza classificati come fondi speculativi). Allo stesso tempo, secondo il Rapporto, il numero di strumenti destinati alla clientela retail è continuato a diminuire da 21 a 17.

Dal Rapporto emerge una variazione netta del numero di fondi pari a 56 veicoli, per una dimensione dell’industria che, al termine dello scorso anno, ha raggiunto il record di 541 iniziative. Il lento declino dei fondi retail – secondo l’analisi del centro studi bolognese – che si concluderà con ogni probabilità entro il 2022, a meno di eventuali ulteriori proroghe o periodi di grazia, porta con sé una concentrazione del comparto ormai pressoché integrale a favore dei fondi di tipo riservato. Al posto dei fondi destinati alla clientela retail e in alternativa alle Società di gestione del risparmio (Sgr), che nel frattempo si sono ridotte a 34 unità nel corso dell’anno, sono infatti nate 11 società di investimento a capitale fisso (Sicaf) con un capitale sociale e riserve pari a circa 1,2 miliardi di euro.

I fondi retail nella prima parte del 2018 hanno fatto registrare una redditività media negativa nell’ordine del 3%. Per quanto riguarda i fondi riservati, invece, la redditività risulta in media positiva e pari all’1,3%.

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